Novembre-Dicembre 2016


Cari amici,

questo il resoconto dei mesi di novembre e dicembre, periodo che segna la chiusura del primo semestre torinese a guida pentastellata.

Nel consiglio di lunedì 19 dicembre è stata approvata l’ultima delibera di assestamento (in pareggio) di bilancio: è un fatto importante, perché segna la svolta tra la fase in cui alcune scelte erano figlie della precedente amministrazione e il nuovo corso in cui  la giunta sarà interamente responsabile della guida della città.

In questo semestre infatti abbiamo visto riproporre molte delle delibere già preparate dalla giunta Fassino e venir meno a principi rivendicati in campagna elettorale: dall’acqua pubblica al progetto di Zoom per Parco Michelotti, dalla marcia indietro sul tunnel di corso Grosseto ai centri commerciali (su tutti quello sull’area ex Westinghouse). Scelte obbligate secondo la sindaca, a causa di un “buco di bilancio” lasciato dalla precedente amministrazione. Su questo ci sono al momento 2 procedimenti aperti,  presso la Procura e la Corte dei Conti, per accertare eventuali responsabilità.

Ma governare una città significa far quadrare un bilancio: la spesa corrente del Comune ammonta a circa 1,2 miliardi di euro, di cui circa 70% di spese obbligatorie (stipendi, spese correnti, mutui..) e 30% di spese libere, tra cui rientrano servizi alle scuole, cultura, welfare, sport.

Ora il boccino è in mano all’Appendino, vedremo se saprà adottare misure per il rilancio economico della città e proseguire nella riduzione del deficit come la precedente amministrazione aveva fatto (indebitamento ridotto di 500 milioni di euro in 5 anni): tutto questo – come ha dichiarato – tutelando i cittadini e non tagliando i servizi, partendo dai più deboli e dagli ultimi.

Sarebbe interessante conoscere le strategie che la giunta ha individuato per raggiungere questo scopo: appena insediata ha promesso che entro 60 gg avrebbe approvato una delibera di programmazione “nella quale dettagliare obiettivi, mezzi, tempi, azioni ed indicatori”. Di giorni ne sono passati circa il triplo ma questo programma non si è visto, nonostante sia stato più volte sollecitato.

Nel mio lavoro, se firmo un contratto e non rispetto i tempi incorro in penali, ma questa è un’altra storia…

Di seguito vi riporto una sintesi di alcuni argomenti trattati nei Consigli comunali e nei lavori delle commissioni. Al solito segnalatemi impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

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Trasformazioni urbanistiche.

Westinghouse, centri commerciali minori, ex Zoo Parco Michelotti

Certamente la situazione finanziaria condiziona le scelte, ma alla fine la nuova Giunta ha seguito pedestremente le scelte della passata, per incamerare a Bilancio oltre 33 milioni di euro per oneri di urbanizzazione dovuti per la realizzazione di nuovi centri commerciali (area Westinghouse, raddoppio Auchan, corso Traiano, corso Vercelli e via De Sanctis), disattendendo quindi qualsiasi promessa elettrorale.

Stato della ricognizione sugli edifici scolastici comunali

Facendo seguito ad alcune situazioni di crolli verificatesi in edifici scolastici torinesi ho presentato un’interpellanza per conoscere quale sia lo stato di avanzamento della ricognizione che l’assessora Patti aveva detto di aver avviato sul patrimonio scolastico (più di 300 edifici di proprietà comunale) e per conoscere con quali programmi e risorse economiche di intenda far fronte ai necessari interventi manutentivi e di adeguamento agli standard imposti dalle normative di settore.

Uscita di Torino dall’osservatorio TAV

Il Consiglio ha votato una mozione che ha motivato la sindaca ad uscire dall’Osservatorio TAV: è una scelta politica, fatta per dare un riscontro al proprio elettorato in un momento in cui a Roma si stava approvando il ddl di ratifica dell’accordo Italia-Francia per la realizzazione della Torino-Lione. Personalmente La trovo una scelta miope nei confronti della città: si perde l’occasione di proporre migliorie ad un progetto che comunque si farà e si rinuncia al dibattito su come impiegare le somme previste per le compensazioni.

Fare una buona politica vuol dire discutere e confrontarsi anche sulle scelte che non si condividono, oltre al fatto che la sindaca dovrebbe porsi il problema di rappresentare tutti i cittadini, anche quelli che non la pensano come lei.

Durante la discussione in sala rossa della mozione, una consigliera ha espresso a nome del gruppo consiliare M5S solidarietà  “ai 38 militanti No Tav condannati a novembre dalla Corte d’appello di Torino per gli scontri del luglio 2011”. Questo fatto ha scatenato reazioni indignate da parte di molti: il procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo ha scritto una lettera alla sindaca in cui esprime il suo sconcerto rispetto a valutazioni di solidarietà nei confronti di condannati in 2 ordini di giudizio, facendo notare come la dichiarazione possa essere interpretata in solidarietà per i reati commessi.

Come ho detto in una conferenza di capigruppo, trovo grave esprimere queste affermazioni in aula, non rendendosi conto del ruolo istituzionale che si riveste e delle pericolose derive che si possono generare nei confronti di chi si sente così legittimato. Fatto ancora più grave se si considera che la consigliera in questione è pure presidente della commissione legalità.

Piena di novembre e l’affondamento di Valentina

La triste vicenda dei battelli Valentino e Valentina del 25 novembre scorso merita alcune riflessioni: l’assessora La Pietra ha dichiarato che una commissione di inchiesta chiarirà come mai gli ormeggi hanno ceduto e di chi siano le responsabilità, ricordando come la piena abbia causato una rapida salita dei livelli idrici (sei metri nella notte tra il 24 e il 25 novembre) con dinamiche mai registrate in precedenza.

In realtà nell’ottobre del 2000 si è registrato un evento con caratteristiche del tutto simili se non di poco superiori, in termini di portate fluite e di crescita dei livelli del Po, e nel 1999  una chiatta ancorata lungo i Murazzi poco a monte di piazza Vittorio, si era distaccata occludendo un’arcata del ponte della Gran Madre.

Alla luce di queste considerazioni è sconcertante che nel 2011 siano state varate le 2 sfortunate imbarcazioni senza aver fatto tesoro di quanto successo pochi anni prima per garantire adeguate condizioni di sicurezza, ma di questo non si possono imputare colpe dirette in capo alla sindaca; diverso è il discorso sulla gestione dell’emergenza, alle cui richieste di spiegazioni ha fatto seguito un imbarazzante silenzio da parte dell’assessora La Pietra. E’ stato fortemente sottostimato il fatto che le imbarcazioni occludevano 2 arcate su 5 del ponte in un momento in cui i livelli stavano rapidamente crescendo e la corrente trasportava molto materiale. Perché non è stata messa in sicurezza l’area, che invece era stipata di persone intente a farsi “selfie” con le gru alle spalle, né tantomeno è stato chiuso il traffico veicolare sul ponte? Il trasporto di tronchi di grosse dimensioni, ostacolato dai natanti incagliati contro le pile, avrebbe potuto provocare un effetto diga con conseguenze disastrose in presenza di tutte quelle persone.

Ho avvertito un senso di grande improvvisazione: codici rossi come quello diramato da ARPA nei giorni precedenti sono rari, ogni 5-6 anni, ed in queste occasioni il sindaco è l’Autorità locale di Protezione Civile che risponde direttamente delle procedure di emergenza adottate. Io non ci dormirei la notte avessi tale responsabilità, ma vorrei che lo potessero fare i cittadini perché si sentono nelle mani di persone che affrontano l’emergenza con professionalità.

Natale con i fiocchi

Partito sotto i migliori auspici per «competenze e capacità che finora non avevano avuto gli strumenti per poter avanzare le loro proposte» e a costo zero per la Città con un introito di 150 mila euro, si è subito scontrato con intoppi tecnici e organizzativi, tanto che il mercatino previsto in piazza Statuto è risultato essere abusivo. E così altre location, che sono state annullate. Insomma, in attesa di verificare il buon esito dei concerti di musica sacra e di cori natalizi previsti in diverse aree periferiche cittadine, pare che l’approssimazione sia l’elemento caratterizzante di questa programmazione. I decantati mercatini tematici sembrano essere invece «dozzinali e poco originali» e dove «ci sono pochi oggetti natalizi e tanto cibo».

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Approfitto di questa mail per augurare a tutti un sereno Natale e un buon inizio d’anno!

A presto, nell’anno nuovo.

Francesco

mariarosa.tropea@comune.torino.it

mario.gallo@comune.torino.it

francesco.tresso@comune.torino.it


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