Febbraio 2017


Cari amici,

anche nel mese di febbraio sono state poche le delibere proposte dalla Giunta, impegnata a preparare il bilancio di previsione finanziario che era stato promesso per metà febbraio ma che ancora non si è visto: dovrà in ogni caso essere approvato a termini di legge entro il 31 marzo insieme al DUP, il Documento Unico di Programmazione.

In un intervento in aula e con vari post sui social la Sindaca Appendino ha evidenziato un certo nervosismo per il fatto che le mancherebbero un centinaio di milioni di euro per chiudere il bilancio: disavanzi derivanti dall’esercizio precedente, maggiori spese e minori contributi. I numeri non stanno esattamente nei termini in cui li ha posti, anche se è chiaro che Sindaca e assessore al bilancio Rolando devono fare i conti con le riduzioni di Imu e Tasi, la diminuzione di trasferimenti statali, il calo dei proventi delle mense: tutti temi che già aveva dovuto affrontare l’amministrazione precedente nel biennio 2015-16.

Se non si vogliono ridurre i servizi, per quadrare il bilancio bisogna “far cassa”  rinunciando ad alcuni proclami elettorali, come l’utilizzo dei dividendi Smat o l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente: una cosa è fare campagna, una cosa è governare.

Di seguito vi riporto una sintesi di alcuni argomenti trattati nei Consigli comunali e nei lavori delle commissioni. Al solito segnalatemi impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

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Panino vs mensa

La querelle panino vs mensa dura da qualche mese: la proposta dell’Assessora Patti è quella di predisporre uno studio di fattibilità per reintrodurre il pasto fresco (mensa interna) nelle scuole, prorogando di un anno l’attuale servizio. Non vengono quindi risolte in tempi brevi le criticità sopraggiunte con la promiscuità tra chi mangia il cibo preparato a casa e chi continua a fruire della mensa: pulizia locali, sorveglianza, possibilità di scambi alimentari. Non si capisce come si farà fronte agli ingenti costi che comporta il ritorno alla mensa interna: attrezzature, adeguamento locali, personale, in compenso sappiamo che con una “app” gli utenti potranno inviare i “like” per il loro gradimento. Forse era meglio lavorare da subito su un’ipotesi di riduzione del costo del pasto e un miglioramento del cibo, ovvero i motivi che hanno portato alla costituzione del Comitato CaroMensa che ha combattuto (vincendola) una battaglia legale contro il Comune per dare la possibilità di scegliere tra mensa e pranzo da casa. In contrapposizione a questo, il Comitato MensAperta si batte invece per salvare la mensa in modo da garantire un servizio condiviso per tutti. Abbiamo chiesto di audire in Commissione entrambi i Comitati per capire se le misure che l’Amministrazione intende adottare siano adeguate alle richieste.

Palazzine occupate ex Moi

Sulla questione ex Moi le notizie si rincorrono, si confermano, si smentiscono. La Sindaca aveva preannunciato l’inizio delle operazioni di sgombero delle Palazzine per marzo 2017, individuando strutture che fungessero da polmone per avviare successivamente percorsi di inclusione. Quindi si è parlato di riutilizzare l’ex caserma di via Asti, per poi smentire dicendo che sarebbero state utilizzate dieci palazzine (da individuare). A seguito di una interpellanza che ho presentato a fine febbraio, la Sindaca ha chiarito che è stato affidato alla Compagnia San Paolo l’incarico di individuare un project manager per gestire il rilascio delle palazzine occupate, creando piccoli insediamenti di stranieri che, in base al censimento di fine novembre, sono risultati 1.190; di questi almeno 1.000 “regolari”, secondo la normativa sulla permanenza degli stranieri in Italia. Ritengo grave che la Giunta non abbia stabilito delle linee guida con cui vincolare l’operato del project manager, l’impressione è che la Città stia delegando alla Compagnia ed alla Diocesi il problema. Un ulteriore fatto grave è che al tavolo istituzionale con la Prefettura e la Città Metropolitana la Sindaca non abbia invitato la Circoscrizione: il problema dell’ex Moi riguarda anche la ricucitura di un quartiere, bisogna evitare di esacerbare situazioni di conflitto e coinvolgere il territorio su prospettive di riconversione dell’area, prospettive non delegabili ad un manager esterno. Ho chiesto un’audizione del project manager per approfondire questi temi, vi tengo aggiornati.

 Area ponte mosca – attività di libero scambio, denominata “Barattolo”

Ennesima querelle: l’attività di libero scambio, prevista dalla Giunta nell’area da via Monteverdi a Ponte Mosca. Sembrava cosa fatta, nonostante la Città Metropolitana (proprietaria dell’area) si sia dichiarata contraria, i comitati di residenti siano contrari, la ridotta disponibilità per gli stalli degli ambulanti e la mancanza di aree di parcheggio. E infatti la Giunta, con una delibera di febbraio, ha rideterminato in ordine alle decisioni approvate a gennaio. Torna sui suoi passi e proroga, anzi annulla il trasferimento a Ponte Mosca, in attesa di individuare altri siti a rotazione. Poche idee ma confuse.

 Beni comuni/patti di collaborazione

Tema che trovo molto interessante: la Città ha approvato oltre un anno fa un Regolamento sui Beni Comuni, che disciplina le forme di collaborazione tra i cittadini e l’Amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Inoltre ha ottenuto da più di 4 mesi un finanziamento europeo da 1,2 milioni di Euro per il progetto Co-City (presentato dalla precedente amministrazione).

Ho presentato un’interpellanza per sapere come mai in questo periodo sia stato sottoscritto un unico Patto di Collaborazione (Bologna ha in corso circa 200 azioni di questo tipo…). L’assessora Giannuzzi ha risposta che sono in corso delle valutazioni su alcune proposte presentate, che il Progetto Co-City verrà presentato in  un convegno a maggio e che effettivamente si tratta adesso di accelerare…

Biblioteche Civiche

Ho presentato un’interpellanza sullo stato delle 19 biblioteche civiche torinesi: nonostante vi sia stato un aumento dei lettori della Biblioteca Centrale, ben diversa è la realtà delle sedi decentrate emersa in un incontro con alcuni operatori. L’utenza, in termini di prestiti, è calata del 30%, inoltre da inizio anno sono sospesi gli abbonamenti alle riviste ed ai periodici, mentre da quasi due anni non vengono acquistati nuovi libri. Stiamo andando verso un impoverimento culturale. Nell’interpellanza ho proposto di individuare forme nuove quali andare verso una specializzazione delle biblioteche, così come accade alla Calvino che dispone di un’ampia bibliografia sui diritti del cittadino, che può essere messa a disposizione di altre realtà: se ciascuna biblioteca si caratterizzasse con una propria specificità (ecologia, energie sostenibili, giurisprudenza, scienze sociali, enogastronomia…), i singoli testi potrebbero essere consultabili da chiunque previa richiesta ed invio tramite sistema bibliotecario, evitando acquisti multipli e ottimizzando così le risorse economiche. L’interpellanza ha avuto il merito di attirare l’attenzione della stampa cittadina che ha ripreso il tema. Bene, le biblioteche pubbliche sono un presidio di democrazia, come recita il manifesto dell’UNESCO.

Oneri urbanistici

Appellandosi alla legge di stabilità del 2016, la Giunta Appendino ha deciso che per il prossimo triennio si potranno destinare i proventi degli oneri di concessioni edilizie per spese correnti di manutenzione ordinaria (verde, strade, ecc.). Nulla da eccepire, la legge lo consente, ma una gestione corretta vorrebbe che tali proventi venissero destinati a nuovi investimenti e non alle manutenzioni.

Lo scorso novembre il Consiglio Comunale ha approvato un assestamento di bilancio che già faceva ricorso ai proventi dell’urbanistica per la spesa corrente, ma la responsabilità venne attribuita alla giunta Fassino che aveva lasciato una pesante eredità di bilancio. In quell’occasione i consiglieri M5S presentarono contestualmente una mozione che impegnava la Giunta a non utilizzare in futuro tali entrate, sottolineando come “non sia corretto in condizioni ordinarie,  utilizzare gli oneri derivanti dai permessi di costruire per finanziare la spesa corrente”.

Ora Sindaca e Giunta decidono che quella mozione, presentata dai loro stessi consiglieri, vada annullata giustificando “questo cambio di orientamento” con una serie di motivazioni da equilibristi, sicuramente già note al momento dei provvedimenti. Non mi sembra, diciamolo, un esempio di coerenza e neanche di democrazia partecipativa: usare le trasformazioni urbanistiche per il bilancio non andava bene per la precedente amministrazione, ma quando poi bisogna governare e fare delle scelte, si viene meno alle motivazioni ideologiche sbandierate in campagna elettorale.

Dulcis in fundo

Chiudo i miei aggiornamenti con qualcosa di bello che scopro di Torino. La settimana scorsa siamo stati in visita con la commissione ambiente alla sede della Cooperativa sociale Arcobaleno, tra le altre cose si occupano per conto di AMIAT del servizio Cartesio per la raccolta differenziata di carta e cartone (quelli dei box gialli, per intendersi).

La Cooperativa nasce nel 1992 da una realtà di accoglienza del Gruppo Abele con l’intento di creare a Torino opportunità lavorative per persone provenienti dall’area del disagio sociale. Ho trovato persone motivate, professionalmente competenti, capaci di unire progetti innovativi e di ricerca a sensibilità per il disagio. In questo a Torino possiamo essere davvero bravi.

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A presto, vi tengo aggiornati.

Francesco

 

mariarosa.tropea@comune.torino.it

mario.gallo@comune.torino.it

francesco.tresso@comune.torino.it


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