Maggio 2017


Cari amici,

chiusa la vicenda della presentazione del bilancio preventivo 2017, il Consiglio Comunale ha ripreso a lavorare sulle questioni ordinarie; mentre vi scrivo ci è stata consegnata la relazione di accertamento del Bilancio 2016 da parte dei revisori, ora abbiamo 21 giorni per discuterla nelle commissioni e approvare quindi il Bilancio consuntivo. Nel frattempo è anche arrivato il parere della Corte dei Conti relativo al Bilancio previsionale 2016, quindi quello presentato dalla giunta Fassino, dove viene ribadito che quelli di InfraTo e Gtt non sono debiti fuori Bilancio, come invece sosteneva Appendino.

Al solito segnalatemi impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

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EX MOI

A seguito di una mia richiesta, il 23 maggio abbiamo incontrato in Conferenza dei Capigruppo Antonio Maspoli, coordinatore del progetto che prevede il rilascio delle palazzine dell’ex MOI  accompagnando gli occupanti con iniziative di inclusione sociale. Maspoli riferisce ad un tavolo interistituzionale di cui fanno parte Comune, Regione, Compagnia di San Paolo, Città Metropolitana, Prefettura e Diocesi.

La situazione che ci ha illustrato è questa: in 4 palazzine vivono un numero stimato tra 1.200 e 1.400 persone, tra cui donne incinte e bambini piccoli; tra questi almeno 40 sono stipati nei garage sotterranei in assoluta mancanza di condizioni di sicurezza. La gran parte degli occupanti (ca. il 90%) sono stranieri regolari, cioè in possesso di documenti e permesso di soggiorno; ad oggi sono un’ottantina gli occupanti che hanno accettato di aderire ad un patto in cui si impegnano volontariamente a lasciare le palazzine in cambio di un accompagnamento per cercare lavoro. Settanta assunzioni a tempo determinato sono al momento garantite da cantieri navali, in altri casi si cercherà di attivare delle borse-lavoro e dei progetti di pubblica utilità. Le risorse a disposizione sono limitate, la Compagnia ha messo sul piatto 1 milione e 750 mila € che serviranno per l’accompagnamento delle prime 300 persone (una prima palazzina), mentre la Diocesi ha messo a disposizione strutture per l’accoglienza.

Di sicuro un percorso lungo e non facile, che per essere pianificato deve basarsi su numeri precisi, per cui entro giugno dovrà essere completato almeno un censimento numerico.

Nel mio intervento ho chiesto che venga rafforzato il ruolo della città: non si può demandare a Compagnia e Diocesi l’accompagnamento, occorre farsi carico della ricerca di soluzioni temporanee per l’accoglienza (a livello di Città Metropolitana) e chiedere al Governo centrale risorse per un problema che ha dimensioni nazionali. Inoltre bisogna pianificare il recupero di tutta l’area dell’ex MOI e delle palazzine in particolare, per evitare che tornino ad essere occupate in futuro.

VARIANTE AL PIANO REGOLATORE

Il Consiglio Comunale ha approvato una Delibera proposta dal vicesindaco Montanari che contiene gli indirizzi operativi per predisporre una variante generale al Piano Regolatore. Che sia necessario mettere mano ad un Piano regolatore concepito circa 30 anni fa, per una Torino in cui la condizione demografica, sociale e di lavoro era completamente diversa, è scontato. La revisione del Piano è quindi un’occasione straordinaria per disegnare lo sviluppo della città e, secondo una logica democratica, deve essere condivisa da tutti quegli attori che possono apportare contributi: non solo i cittadini, ma gli ordini professionali, gli operatori economici, le Circoscrizioni, l’Università ecc..

Sarebbe stata l’occasione per attuare un processo di pianificazione partecipata, seguendo una metodologia molto cara ai 5 stelle. Al contrario la Giunta ha impiegato un anno a proporre un documento che a mio modo di vedere è debole, preferendo prima approvarlo e dopo condividerlo: si lascia spazio per i ritocchi ma non si condivide l’impostazione generale.

L’impostazione del documento è povera, si fa un elenco di buoni propositi senza porli in un logica di priorità, senza individuare elementi strategici su cui puntare. Manca la definizione chiara di come si intenda attrarre investimenti e come gestire processi di trasformazione urbana avvalendosi di partenariati pubblico-privati; non si punta alla mobilità come strumento per rendere più fluido il rapporto col territorio, è debole la parte di efficientamento energetico in una logica di sostenibilità ambientale.

Prevale invece un approccio da piccola cittadina di provincia che non mi sembra adeguato alle potenzialità che Torino possiede. Così si perde.

CAVALLERIZZA REALE

Pur considerando il prezioso contributo, culturale ed artistico, che da ormai tre anni viene fornito negli spazi della Cavallerizza, si devono fare alcune considerazioni: a) tali spazi sono occupati da associazioni che operano al di fuori da qualsiasi schema di convenzione con la proprietà; b) la Città di Torino è comproprietaria degli spazi e sta occupandosi della sua decartolarizzazione (cioè acquisizione totale); c) come per qualsiasi stabile privato e a maggior ragione pubblico, le condizioni di fruizione sono determinate in primo luogo dalle sue condizioni di sicurezza e stabilità, quindi dal fatto che gli impianti siano a norma e che sia garantita la sicurezza statica delle strutture. Ora, pare che la “Scala a tenaglia”, quella cioè che conduce ai 4 piani superiori, non sia certificata come sicura. Esiste un carteggio tra la Soprintendenza ai Beni Culturali, gli Uffici Tecnici del Comune di Torino e il vicesindaco Montanari, dove viene segnalato che l’utilizzo della scala è a rischio. In tutta risposta la Città ha permesso che all’interno dello stabile si realizzasse un evento internazionale che ha richiamato complessivamente migliaia di persone (“Here”), limitandosi a raccomandare ai fruitori (occupanti e visitatori) di non accedere alla scala in più di 5 persone alla volta…

Ho presentato un’interpellanza al riguardo, per sapere come l’Amministrazione intenderà comportarsi in occasioni di analoghe future manifestazioni e quali azioni intenda perseguire per la futura destinazione del compendio della Cavallerizza.

MALAMOVIDA A SAN SALVARIO

Dopo la querelle dei Murazzi, la “malamovida” pare si sia trasferita a San Salvario: anche qui schiamazzi, rumore, illeciti amministrativi tipo vendita di alcolici fuori orario, hanno portato alla costituzione di un Comitato di residenti stanchi di subire il disagio e il disturbo della quiete pubblica. Al rumore della notte si contrappone il silenzio dell’Amministrazione, tanto che gli abitanti hanno deciso di intentare causa al Comune basandosi su uno studio dell’ARPA che certifica valori molto al di sopra delle soglie di rumorosità ammissibili per legge, con picchi nelle fasce orarie dalle 23 alle 3 del mattino. Ho presentato un’interpellanza alla Sindaca per sapere come intende muoversi l’Amministrazione, vi terrò aggiornati.

RIFIUTI E SPONDE DELLA STURA

Sempre più spesso l’inciviltà di alcuni appare evidente: purtroppo accade di vedere abbandonati lungo le strade di periferia cumuli di rifiuti, comprese macerie di lavori edili, come mi è stato segnalato in Strada Courgnè vicino al canile municipale. Oltre a questo è inaccettabile che sulle sponde della Stura, il fiume a nord della città, si possano installare orti degni di un vivaio, ovviamente abusivi. Ricorderete che quest’area è stata recentemente sgomberata da quella che era stata battezzata come la più vasta baraccopoli di Torino ed ora è recintata e costeggiata da una nuova pista ciclabile. Chiaramente tale sponda è compresa nella fascia di pertinenza fluviale, cioè è a rischio di essere periodicamente esondabile. A tutela delle persone, del territorio e della normativa vigente ho presentato un’interpellanza e il 6 giugno si svolgerà un sopralluogo con successiva discussione della Commissione Ambiente presso la sede della Circoscrizione 6.

BARATTOLO

Dopo una lunga fase di gestazione condotta con approssimazione nella scelta della localizzazione, alla fine è partito il mercato di oggetti usati, definito “Barattolo”. Questa iniziativa, che era già stata avviata dalla precedente Amministrazione, si propone come misura di supporto al reddito: temo non sia così, perché manca un’azione concreta di accompagnamento e il mercato ha assunto una connotazione di degrado che è ben lontana da realtà quali i mercatini delle pulci di Berlino o  di Parigi. Tralasciando tutti gli aspetti legati alla marginalità sociale, ai disagi e alla contrarietà dei cittadini e delle Circoscrizioni che vedranno a rotazione la presenza dei venditori e dei clienti del mercato di libero scambio, delle difficoltà di assicurare che la merce scambiata sia di provenienza lecita, la mia proposta di emendamento, proprio per “risarcire” gli abitanti delle conseguenze rispetto alla presenza del mercato, è stata che almeno la metà dei proventi dovuti dal gestore del servizio (il soggetto che gestisce gli stalli) fossero destinati ad interventi di rigenerazione urbana nella Circoscrizione che ospita il Barattolo. Purtroppo l’emendamento è stato respinto.

DULCIS IN FUNDO

A inizio mese ho presentato un’interpellanza generale rispetto ai profili amministrativi, una situazione che vedeva l’attesa di esaurimento della graduatoria, a dicembre di quest’anno, di 17 figure professionali inquadrate nelle categorie C e D.

Bene, l’Amministrazione ha approvato la loro assunzione entro la fine dell’anno.

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Vi ricordo il quarto ed ultimo  appuntamento della Scuola di politica di Cantiere Civico: venerdì 16 giugno alle ore 18.00 si parlerà de LA MAGISTRATURA, con Davide Petrini dell’Università del Piemonte Occidentale e Simone Perelli della Corte d’Appello di Torino. Relatori molto interessanti, vi aspetto numerosi!

Vi tengo aggiornati.

Francesco

mariarosa.tropea@comune.torino.it

mario.gallo@comune.torino.it

francesco.tresso@comune.torino.it


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