Luglio 2017


Cari amici,

questo primo anno di giunta pentastellata alla guida di Torino si chiude all’insegna delle polemiche legate alle responsabilità di quanto è accaduto nella tragica serata del 3 giugno in piazza San Carlo. Il mio giudizio dopo questo primo giro di boa conferma la mancanza di visione e di strategie, che si riflette in questo periodo su manovre disinvolte di assestamento di bilancio, su scelte deboli in materia di urbanistica e di mobilità, sulla nomina improvvisata di amministratori delle Società partecipate, sulla carenza di seri progetti culturali.

E’ un momento molto delicato, Torino non può perdere il passo avendo vicino una realtà come Milano che viaggia veloce ed è riconosciuta a livello internazionale: c’è bisogno di amministratori capaci e di una classe dirigente responsabile.

Bisogna lavorare maggiormente in sinergia a livello di opposizione, incalzando su temi concreti, mentre spesso prevale la volontà personale di posizionamento politico: credo che come Cantiere Civico possiamo dare il nostro contributo mettendo in campo idee e competenze.

Di seguito un breve resoconto

LA COMMISSIONE DI INDAGINE SUI FATTI DI PIAZZA SAN CARLO

La Commissione di indagine si è chiusa senza presentare una relazione conclusiva, il presidente si è limitato a proporre un indice sui contenuti senza elaborare un testo; per contro la documentazione raccolta e i verbali di tutte le riunioni in cui sono stati ascoltati i vari referenti del Comune, dalla sindaca Appendino al suo capo di gabinetto Giordana, sono stati passati ai giornali prima della chiusura dei lavori. Un fatto grave, che dimostra come su un tema così drammatico la politica abbia giocato a speculare sull’evento e non sia riuscita ad elaborare delle conclusioni secondo quanto era stato stabilito.

A lavori conclusi, i 4 consiglieri di minoranza che hanno partecipato ai lavori (La Volta e Lo Russo del PD, Magliano dei Moderati e Rosso) hanno presentato una mozione che verrà discussa in Consiglio a settembre, in cui si chiede di ridefinire la macchina organizzativa per i grandi eventi e di istituire un fondo per pagare le richieste di danni presentate dalle vittime. Alla mozione è stata allegata una relazione (non si capisce perché non sia stata scritta alla chiusura dei lavori e fatta votare dalla commissione) in cui si evidenziano gli errori, le sottovalutazioni e le approssimazioni che hanno caratterizzato la gestione di questo triste evento.

La maggioranza pentastellata ha preferito non trarre conclusioni, parlando di “processo mediatico” e trincerandosi dietro al fatto che è in corso un’indagine della Procura, motivo per cui parte della documentazione è secretata e gli elementi da valutare sono incompleti.

A tutti i capigruppo è stata fornita nei giorni scorsi la documentazione completa: ho avuto modo sinora di scorrerla velocemente, ma è certo che sono sconcertanti una serie di inadeguatezze e superficialità da parte di chi doveva programmare e gestire l’evento.

Le considerazioni politiche verranno fatte in un prossimo Consiglio Comunale, mentre prosegue l’indagine della Procura che deve accertare i profili di responsabilità civile e penale dei diversi soggetti coinvolti.

IUS SOLI

L’approvazione del nuovo disegno di legge, il DDL 2092 attualmente in discussione al Senato che riguarda il cosiddetto “ius soli temperato”, non riguarda direttamente il Comune di Torino. Ho comunque voluto presentare una proposta di mozione che impegna la sindaca e la giunta a compiere ogni azione in loro facoltà nei confronti del Governo e del Parlamento affinché il Decreto sia approvato prima possibile, oltre ad attivare una serie di iniziative volte a sensibilizzare sull’argomento la cittadinanza Torinese.

Io credo davvero si tratti di una questione di buon senso e civiltà, che consente di far uscire da una situazione di “limbo sociale” migliaia di bambini e ragazzi figli di immigrati che sono parte integrante di questo paese e non adulti o arrivi dell’ultima ora. Peraltro si tratta di una norma attuata (in maniera anche meno restrittiva di quella proposta a livello nazionale) in molti paesi Europei, Germania e Francia in primis.

La discussione è stata rimandata a settembre, la maggioranza cinque stelle non è stata particolarmente solerte nel promuovere la mozione che la mette in evidente stato di imbarazzo, visto l’atteggiamento che il M5S ha tenuto a livello nazionale.

REVISIONE DEL PIANO COMUNALE DI EMERGENZA

Ho presentato una mozione per chiedere la revisione del Piano comunale di emergenza. Quello vigente è infatti carente in molte parti e ne abbiamo avuto prova nel corso dell’evento alluvionale dello scorso novembre 2016, quando non hanno funzionato bene le procedure di comunicazione alla popolazione in alcune zone colpite dall’alluvione (ad es. quella del Fioccardo), oltre alla mancanza di adeguate valutazioni di elementi di criticità come il disormeggio delle imbarcazioni Valentino e Valentina. Anche gli eventi di Piazza San Carlo di cui si è detto prima hanno dimostrato la necessità di rivedere la macchina organizzativa, tenendo conto dell’esigenza di considerare nuovi fenomeni di una mutata percezione del rischio.

Purtroppo nessun esponente della Giunta ha partecipato alla commissione in cui si discuteva la mozione, tanto meno il neo-nominato assessore Unia che ha le deleghe alla Protezione Civile, per cui ho chiesto di rimandare la discussione a settembre. Grave che né la sindaca (penalmente responsabile in termini di protezione civile) né alcun assessore abbiano ritenuto importante affrontare l’argomento, forse il clima pre-vacanziero non ha aiutato.

NOMINE SMAT

La sindaca è scivolata malamente su un tema importante come quello della gestione idrica, da sempre molto caro al M5S, proponendo candidati privi dei requisiti necessari per il Consiglio di amministrazione di SMAT. Dapprima sono stati bocciati dal collegio sindacale dei perfetti sconosciuti, quindi è stata riproposta una terna che però ha suscitato le proteste dei sindaci dei principali comuni dell’ex provincia, che hanno inviato ad Appendino una lettera in cui si richiede un maggior coinvolgimento sulle scelte, minacciando di far mancare il numero legale in assemblea in assenza di una concertazione con il territorio.

Dopo la prima bocciatura, ho richiesto di poter audire nella conferenza dei capigruppo i nuovi candidati, che non hanno dimostrato di avere un’esperienza specifica all’altezza avendo amministrato società oggi in fallimento o dai bilanci molto modesti.

SMAT è un’azienda che comprende quasi 300 Comuni della Provincia e di cui Torino detiene il 65% di azioni. La sindaca aveva oltre un anno per scegliere manager seri e competenti a cui lasciare il timone di una realtà di circa 1000 dipendenti, che l’anno scorso ha avuto ricavi per 411 Milioni di € e che ha in programma investimenti per un miliardo e mezzo nei prossimi anni. É invece riuscita a proporre di fretta nomi che non sono all’altezza e che rispondono a bieche logiche politiche: alla faccia del cambiamento. Adesso si è presa una pausa di riflessione, rimandando l’Assemblea e le scelte a dopo le vacanze. Vedremo se l’estate porta consiglio.

PORTA PALAZZO

Ho presentato un’interpellanza per segnalare come sull’area mercatale più importante di Torino non vengano rispettate alcune norme basilari previste dai Regolamenti: mi riferisco in particolare al montaggio dei banchi che avviene dalle ore 22 di ogni giorno quando invece è consentito solo un’ora e mezzo prima dell’orario di vendita, oltre alla sosta dei carretti lungo il controviale di corso Regina Margherita nonostante una chiara segnaletica stradale ne impedisca la sosta. Inoltre non viene correttamente praticata la raccolta differenziata: i valori sono assolutamente sotto la media e serve a poco aver avviato il POPP (Progetto Organico Porta Palazzo). Infine l’isola ecologica di piazza don Albera appare costantemente invasa da cassette e scatoloni (spesso contenenti derrate alimentari, carni e resti di cibo) che ne impediscono l’accesso ai cittadini che vogliono comportarsi virtuosamente differenziando i rifiuti. La risposta in Consiglio dal nuovo assessore all’ambiente Unia è stata generica: “verificheremo, controlleremo, ci adegueremo”, a fronte di una totale assenza di sanzioni da parte dei vigili ed una promessa di sopralluogo futuro, riaffrontando il problema a settembre. Il rispetto della legalità è stato uno dei capisaldi della campagna elettorale pentastellata, vedremo se si vorrà applicarla anche nei confronti dei marcatali che hanno rappresentato un importante bacino elettorale del M5S.

ANAGRAFI

A gennaio avevo presentato una mozione, poi approvata all’unanimità, per una rimodulazione degli orari di apertura degli uffici anagrafici decentrati. Con mio grande stupore non ne ho trovato traccia nel PEG (Piano Economico Gestionale), un documento fondamentale approvato a giugno che stabilisce obiettivi ed impegni per i diversi Direttori e Dirigenti comunali e, conseguentemente, i premi di produttività.

Ho quindi ripresentato un’interpellanza per chiederne conto e candidamente l’assessore al bilancio Rolando ha ammesso la dimenticanza. Nonostante una mozione approvata all’unanimità che impegnava l’Amministrazione a sperimentare l’apertura pomeridiana degli uffici anagrafici, la Giunta si dimentica di adottarla nella sua programmazione. Tutto rimandato a settembre, non proprio un esempio di tempestività e di efficienza.

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Auguro a tutti di trascorrere un rigenerante periodo di vacanza, pronti a riprendere a settembre il nostro impegno civico.

Al solito segnalateci impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

mariarosa.tropea@comune.torino.it

mario.gallo@comune.torino.it

francesco.tresso@comune.torino.it

Vi tengo aggiornati, a presto

Francesco

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it


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