Settembre 2017


Cari amici,

riprendo a darvi aggiornamenti dopo la pausa estiva.

I lavori del Consiglio sono ripresi a fine agosto, subito intensi a causa di un assestamento di bilancio richiesto dalla Corte dei Conti per fine settembre (poi prorogato in ottobre), delle vicende sul rischio di perdere i finanziamenti per la linea 2 della metropolitana e per le vicende che hanno segnato Torino in occasione del summit dei G7 di Venaria.

Su questi ultimi 2 punti ritengo che Torino meriti di essere meglio rappresentata a livello istituzionale: da un lato non si possono perdere occasioni importanti di realizzare strutture fondamentali per lo sviluppo della città, dall’altra – indipendentemente dalla libertà di ciascuno di esprimere pacificamente i propri dissensi – è fondamentale che la città sappia offrire a livello internazionale una buona immagine di sé stessa, soprattutto se si parla di scienza, di lavoro e di industria.

Di seguito un breve resoconto di alcuni dei temi trattati.

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REVISIONE DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE

In una lunga seduta di Consiglio, protratta sino alle 2 di notte, lunedì scorso è stata approvata una delibera di revisione straordinaria delle partecipazioni: la Città possiede quote di una quarantina di società tra partecipazioni dirette ed indirette, la sindaca Appendino ha deciso di metterne in vendita 14. Questa scelta è in parte dovuta alla legge Madia, che chiede agli enti pubblici di dismettere le loro società ritenute non strategiche, in parte è dovuta a scelte politiche, perché la legge non è categorica e lascia alle amministrazioni un margine di discrezionalità.

Nel mio intervento ho lamentato ancora una volta la mancanza di una strategia e di una visione d’insieme: presa dalla necessità di fare cassa, la Giunta non ha considerato le conseguenze di uscire da alcune realtà importanti. I prezzi di vendita  saranno stabiliti dall’acquirente, che avrà minore interesse se non potrà avere un ruolo di maggioranza, e la città uscirà da tavoli in cui si prendono decisioni importanti che riguardano il suo territorio.

Così Torino venderà le azioni di Sagat, che gestisce l’aeroporto, una società sana che dà alla Città dividendi annuali; in altri casi, come i 2 incubatori di start-up del Politecnico e dell’Università, si tratta di realtà che non hanno un valore patrimoniale ma hanno contribuito a far crescere Torino nella capacità di creare innovazione e di dare lavoro a giovani talentuosi.

Si venderanno anche una parte delle azioni del CAAT, il centro Agroalimetare di Torino, la terza piattaforma in Italia per la distribuzione di frutta e verdura. Su questo tema specifico ho presentato un’interpellanza, per sapere se questa iniziale cessione sia solo l’anticipo di una successiva svendita (Torino ha al momento il 93% delle azioni). Per la prima volta dopo anni la società ha chiuso il bilancio 2016 in attivo, avendo ripagato circa 100 milioni di investimenti per realizzare la nuova struttura (440.000 mq) realizzata per trasferire i mercati generali di Via G. Bruno. Le risposte date dall’assessore Rolando evidenziano la volontà di provare a sondare il mercato, non considerando che il potenziale strategico di CAAT (qui arriverà la gronda merci dell’alta velocità ed è previsto il capolinea della Linea 2 della metropolitana) potrebbero aumentare notevolmente il valore della struttura nei prossimi anni.

CAVALLERIZZA  REALE

La maggioranza 5 stelle ha presentato ed approvato una mozione per il riconoscimento dell’uso civico del Compendio della Cavallerizza, riconoscendo come “l’innovativa forma di gestione diretta di uno spazio pubblico da parte dei cittadini  può rappresentare un modello di democrazia partecipativa da valorizzare ed implementare”.

Tutto giusto in line teorica, peccato che la Giunta affidi con questo atto la definizione del futuro modello di gestione di un bene pubblico a coloro che da anni lo occupano abusivamente, senza prevedere un bando o un concorso di idee aperto a chiunque per proporre una propria visione di gestione sostenibile degli spazi.

Dopo più di un anno, su un tema così caro al vicesindaco Montanari, ci si aspettava un po’ di più. Anche perché nulla è stato prodotto a livello di fattibilità e di idee per risolvere il problema alla base: i costi valutati per riacquistare le parti cedute negli anni passati e la ristrutturazione dell’intero complesso si aggirano sui 100 milioni complessivi. Un compendio di questa importanza merita una progettualità di livello alto, con soluzioni capaci di attrarre investimenti a livello comunitario. E invece si viaggia bassi, si continua a permettere di risiedere abusivamente e di frequentare un luogo pubblico con impianti non a norma (già due incendi di notevole gravità in passato) e strutture pericolanti.

PIAZZA SAN CARLO

A ormai 4 mesi dalla tragica serata di piazza San Carlo, nessun segnale di ammissione di responsabilità o di cattiva gestione dell’evento da parte della giunta Appendino.

L’indagine della Magistratura è ancora in corso e stabilirà le responsabilità penali di quanto è accaduto. La Commissione d’Indagine del Comune, che tutte le forze politiche avevano voluto, non ha prodotto un documento finale condiviso. Nel Consiglio del 16 settembre si è discussa una mozione, presentata dai consiglieri di minoranza che hanno partecipato ai lavori della Commissione, in cui si chiede di rivedere la struttura comunale che si occupa di eventi, alla luce delle gravi lacune manifestate nell’occasione, riassunte in una relazione, oltre a impegnare il Comune a rendere noti gli atti della commissione, in un’ottica di trasparenza nei confronti dei cittadini ed in particolare di coloro che sono rimasti coinvolti negli incidenti.

Ho letto la documentazione, in particolare le trascrizioni delle interrogazioni (tra cui sindaca, capo di gabinetto, comandante dei vigili urbani, funzionari del Comune),  e ritengo che ci siano elementi più che sufficienti per ribadire gravi mancanze nella preparazione dell’evento, imbarazzanti sottovalutazioni, compresa la gravità di non aver tenuto conto di come sia velocemente cambiato il contesto mondiale in questi ultimi anni. Abbiamo vissuto una tragedia, che avrebbe potuto essere molto più grave in occasione di un attentato.

La maggioranza pentastellata si è rifiutata di votare la mozione, sostenendo che la documentazione analizzata non era completa perché alcuni atti sono stati nel frattempo secretati dalla Procura nel corso della sua indagine. I consiglieri 5 stelle potevano presentare una loro documento, ma non l’hanno fatto; altrettanto imbarazzante la mancata assunzione di responsabilità da parte della Giunta e della sindaca Appendino, che si è limitata ad una tardiva lettera si scuse.

La Procura farà il suo dovere, forse salterà qualche testa e certamente si consumeranno lunghi processi; ma oggi, a 4 mesi da quella triste sera, nulla è cambiato nella macchina organizzativa e nessuna ammissione è stata fatta dall’Amministrazione.  La Commissione non ha portato a nulla, nella scia tutta italica di commissioni inutili.

Nessuna risposta ad una città ferita: tutto molto triste.

IPAB BUON PASTORE

Dal 2015 questa IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza) ha cessato la sua attività e quindi la Regione Piemonte ha iniziato l’iter per la sua estinzione, trasferendo il patrimonio mobiliare ed il personale alla Città di Torino. Si tratta di 16 milioni di patrimonio, che per una norma Regionale devono essere utilizzati per attività socioassistenziali a sostegno di cittadini in condizioni di fragilità socioeconomica (erano beni lasciati da benefattori a sostegno dei più poveri, e cosi si vuole mantenere quell’iniziale volontà).

Peccato che nel Bilancio consuntivo del 2016 tale entrata non sia stata destinata a tale scopo ma invece abbia provveduto a spalmarsi su altri capitoli di spesa, con la giustificazione del pareggio di bilancio. Un fatto grave, in presenza di regole e norme statutarie precise, serenamente ignorate.

RISTRUTTURAZIONI EDIFICI SCOLASTICI

Quasi un anno fa, a novembre 2016, ho presentato un’interpellanza sullo stato di ricognizione degli edifici scolastici, per verificare se rispondevano alle normative vigenti che regolamentano lo stato di sicurezza di tutti gli edifici pubblici. Nel corso di quest’anno ho avuto diversi incontri con l’assessora Patti e i suoi uffici, avendo coinvolto anche il Politecnico e l’Ordine degli Ingegneri per definire una metodologia di lavoro che permetta di individuare le soluzioni critiche che richiedono interventi urgenti. Il tutto ha fruttato un accordo per realizzare un monitoraggio progressivo dei 320 edifici scolastici, ora vedremo i tempi e le risorse per metterlo in atto. A volte un po’ amaro non veder riconosciuti i meriti da una parte e rischiare di passare come “collaborazionista” per altri, ma ritengo che l’impegno civico vada oltre se si raggiunge comunque un buon risultato.

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Al solito segnalateci impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

 

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

 

Vi tengo aggiornati, a presto

Francesco


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