Ottobre 2017


Cari amici,

tempi difficili per il Comune, tra avvisi di garanzia ricevuti ed altri in arrivo, con un Piano di rientro richiesto dalla Corte dei Conti per verificare come la Giunta intenda risanare il debito, su cui grava pesantemente l’incognita del destino di GTT, società interamente di proprietà comunale che rischia la bancarotta.

Un periodo molto delicato, culminato nelle dimissioni di Paolo Giordana, Capo di Gabinetto della Sindaca e suo mentore sin dalla campagna elettorale, intercettato mentre chiedeva all’amministratore delegato di GTT di intercedere per togliere la multa data ad un amico beccato sul pullman senza biglietto. Una vicenda squallida, che preoccupa perché mostra come chi arriva a ricoprire ruoli chiave, anche inneggiando a onestà e trasparenza, spesso non sappia poi rinunciare ad un esercizio meschino del potere.

Personalmente ho trovato imbarazzante che la Sindaca si sia rifiutata di commentare le dimissioni di Giordana alle minoranze che le avevano chiesto spiegazioni, limitandosi a dire che le spiaceva per la persona: un po’ pochino, considerando che da un anno e mezzo questo soggetto dettava il bello e il cattivo tempo a Palazzo Civico, influenzando pesantemente le scelte dell’Amministrazione, dalla redazione del  bilancio all’organizzazione della serata di piazza San Carlo.

Ad aumentare il livello di incertezza di questo periodo le numerose preoccupazioni espresse da più voci sul futuro della città e sul suo possibile declino: credo che in questi momenti sia fondamentale far sentire forte la voce di quella società civile che altre volte in passato ha saputo essere espressione di idee e di progettualità per Torino. Per questo abbiamo organizzato con Cantiere Civico un incontro in cui rappresentanti della società civile (imprenditori, studenti, professori, scrittori, operatori sociali, artisti..) raccontano alla politica le loro idee e le loro aspettative sul futuro di Torino: siete tutti caldamente invitati sabato 11/11!

Di seguito un breve resoconto di alcuni dei temi trattati nel mese di ottobre in Consiglio Comunale.

Fenomeni di violenza in occasione del G7 di Venaria

Con gli altri capigruppo di minoranza abbiamo chiesto alla sindaca di riferire in Consiglio sui disordini che hanno accompagnato lo svolgimento del G7 di Venaria, con episodi di violenza contro le forze dell’ordine da parte di antagonisti.

Nel mio intervento in aula ho puntato il dito sulla mancanza di coerenza da parte di una Giunta in cui la Sindaca dà il benvenuto ufficiale ai Ministri dei 7 paesi più ricchi del mondo, mentre il Vice Sindaco Montanari e i consiglieri pentastellati affermano di voler scendere in piazza per boicottare il vertice. Ferma restando la libertà di ciascuno ad esprimere il proprio dissenso, trovo che la maggioranza abbia dimostrato scarso spirito istituzionale e sia stata latente nel denunciare a priori e con maggior vigore situazioni di violenza ampiamente annunciate: si è invece mantenuto un atteggiamento ambiguo, complice probabilmente l’affinità del movimento con i centri sociali, da cui non a caso proveniva uno dei manifestanti finiti agli arresti.

Il problema è che questo comportamento dissociato – che alimenta sempre di più la tensione sociale – nasce ancora una volta dalla mancanza di scelte di campo sui grandi temi dello sviluppo: che senso ha ospitare un vertice mondiale sull’industria e sull’innovazione, temi non proprio indifferenti per Torino, se contemporaneamente si fa sapere che lo si vuole boicottare?

Diritto di cittadinanza

Si è discussa la mozione da me presentata sul Diritto di cittadinanza, il cosiddetto Ius Soli (qui, scarica la mozione), dove chiedevo al Consiglio di impegnarsi per far approvare il Disegno di legge, fermo da 2 anni in Senato, con cui si vuole riconoscere la cittadinanza italiana ai bambini che nascono in Italia da genitori da tempo regolarmente residenti, oltre a quelli che, arrivati in Italia entro i 12 anni, abbiano frequentato un corso di studi completo con esito positivo. Chiedevo quindi un atto simbolico, un segnale forte che la città poteva dare, impegnandosi a far approvare la legge ancora nel corso di questa legislatura e ad avviare iniziative per sensibilizzare sull’argomento la cittadinanza. A mio modo di vedere lo ius soli è una questione di buon senso e civiltà, che consente di far uscire da un “limbo sociale” migliaia di bambini e ragazzi, figli di immigrati che sono parte integrante di questo Paese e non adulti o arrivi dell’ultima ora. L’approvazione della nuova legge ci allineerebbe peraltro a Paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna, dove da parecchi anni sono in vigore leggi ancora più libere in tema di cittadinanza.

Nel corso della discussione la maggioranza pentastellata ha presentato numerosi emendamenti che hanno stravolto il senso delle mia mozione, sostenendo che di fatto i diritti non sono negati ed il problema della cittadinanza deve essere affrontato a livello europeo: demagogia per nascondere l’imbarazzo con cui il partito di Grillo si è espresso su questo tema a livello nazionale.

Ho quindi chiesto di ritirare un atto che così emendato non rispondeva più ai miei intendimenti, ma i consiglieri M5S hanno dimostrato scarsa correttezza politica volendolo votare comunque, forti dei loro numeri di maggioranza (qui, la mozione emendata).

Poco stile e poca coerenza, peccato che si utilizzino queste modalità anche quando si parla di Diritti.

PIANO DI INTERVENTI RICHIESTO DALLA CORTE DEI CONTI

Lo scorso mese di giugno la Corte dei Conti, nell’ambito delle proprie funzioni di verifica ed accertamento della gestione finanziaria degli Enti locali, aveva chiesto all’Amministrazione di predisporre “un articolato piano di interventi” finalizzato a ristabilire il pesante disavanzo in cui versa la città, “recuperabile nel corso di plurimi esercizi solo con incisivi interventi di risanamento”.

Il Piano di rientro presentato dalla Sindaca è più un elenco di buone intenzioni che un vero e proprio Piano: mancano infatti elementi analitici di valutazione che diano concretezza alla effettiva possibilità di risanare i conti, né vengono indicate tempistiche di riferimento.

Nel capitolo relativo alla riduzione delle spese correnti si specifica che si vuole ridurre la spesa di 80 milioni di Euro entro il 2021, secondo una riduzione progressiva nel quadriennio. Gli interventi elencati per il raggiungimento di tale obiettivo sono però generici, non individuano priorità né chiariscono quali siano le linee di indirizzo che ciascun assessorato dovrà seguire per ridurre le spese sui Titoli di propria competenza; ancora più grave il fatto che non vengano individuati livelli minimali di qualità dei servizi che si vogliono garantire (asili e scuole materne ad esempio), mantenendo come unico parametro la riduzione dei costi.

I Revisori dei Conti, organo “super partes” eletto per estrazione, ha commentato il Piano affermando che “non è possibile esprimere un giudizio in merito a se e quando tali interventi possano portare a compimento il Risanamento dei Conti, il riesame della gestione dei residui attivi e passivi ed il ristabilimento degli equilibri della gestione di competenza finanziaria annuale e pluriennale”. Il Piano infatti non affronta in alcun modo le criticità legate al risanamento di GTT, il cui bilancio ad oggi non è ancora stato approvato a causa di un debito valutato in circa 250 milioni di Euro. Quali strategie abbia in mente la Sindaca, se aprire o meno ad una parziale privatizzazione dell’azienda o se sia stato avviato un interlocutorio con il Governo, non è stato spiegato.

La maggioranza si è quindi votata una Delibera che approva un Piano approssimativo e privo di elementi oggettivi per garantire il riequilibrio strutturale: vedremo cosa risponderà la magistratura contabile.

Vi ricordate Valentino e Valentina?

A distanza di un anno dall’alluvione del 2016, quando si disormeggiarono i 2 battelli Valentino e Valentina, non si sa ancora nulla di come siano andate le cose e di chi siano state la responsabilità. Un anno fa, rispondendo ad una mia interpellanza, l’Assessora Lapietra aveva detto che nel giro di poco, un mese, avrebbe reso note le risultanze di un’indagine interna che era stata avviata. Passati quasi 12 mesi ho quindi chiesto notizie con una seconda interpellanza, ma l’Assessora questa volta ha risposto che non si possono dare risposte  perché sono in corso indagini da parte della Procura. Ma come, la Procura accerterà eventuali responsabilità penali, io chiedevo se si risaliva a quelle amministrative, visto che si sono persi 2 battelli costati ciascuno 600.000 Euro. L’Assessora ci ha quindi tranquillizzati dicendo che sono allo studio ipotesi di navigazione sul Po con mezzi alternativi: magnifico, non sappiamo ancora nulla sulle cause del disormeggio, se vi siano state responsabilità e a cosa imputabili, ma già ipotizziamo di proseguire il servizio con mezzi alternativi. Avanti tutta.

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Al solito segnalateci impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

Vi tengo aggiornati, a presto

Francesco


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