Gennaio 2018


Cari amici,

un vecchio detto recita: anno nuovo vita nuova. In Comune di nuovo si vede pochino per ora, si avverte invece una sensazione di sospensione che durerà sino al 4 marzo e in questo periodo si spende più tempo a discutere di nomi e di liste che di futuro della città. Sicuramente l’esito delle votazioni avrà ripercussioni anche su Torino, vedremo se rafforzerà l’attuale Giunta, nel caso possa contare su un governo amico, o se aumenterà alcune tensioni che già si percepiscono all’interno della maggioranza.  In ogni caso inciderà sulle politiche locali ad iniziare dalle prossime elezioni regionali, previste nella primavera 2019. Come Cantiere Civico stiamo lavorando in questo senso, costruendo una rete che coinvolga esponenti della società civile per ribadire la nostra proposta di impegno civico e messa in campo di competenze. A livello nazionale appoggiamo la coalizione di centro-sinistra, convinti che occorra continuare a ricercare l’unità contro chi cavalca i populismi, anche se si fatica a ritrovarsi in una legge elettorale che ha permesso di “blindare” candidature non sempre gradite, limitando la libertà di scelta dei cittadini.

Di seguito un breve resoconto di alcuni dei temi trattati nel mese di gennaio in Consiglio Comunale.

NUOVO PIANO INDUSTRIALE DI GTT

A fine gennaio abbiamo finalmente potuto visionare e discutere il nuovo Piano Industriale di GTT. Al proposito ho sottoscritto un’interpellanza generale (definita tale perché sottoscritta da almeno 11 consiglieri comunali) nella quale si chiedeva conto della sostenibilità finanziaria di un Piano che suscita molte perplessità sia per ripianare i debiti pregressi che per gli investimenti futuri: rimangono aspetti non chiariti su cui Sindaca e Giunta non hanno dato chiarimenti: intanto non si sa dove saranno recuperati 25 Milioni previsti per il risanamento, così come non ci è stato detto come verrà gestito l’esubero di circa 200 dipendenti. Poi rimane imprecisato un possibile aumento dei biglietti, i tagli sulle linee urbane e suburbane e l’affidamento esterno di alcune tratte del servizio.

Le sofferenze di GTT hanno radici lontane, le responsabilità non sono certo da attribuire solo a questa amministrazione, ma rimane che un tema così centrale per la città non viene affrontato con la dovuta chiarezza di idee e di prospettive.

URBAN LAB

Il 2018 è iniziato con la pubblicazione di un bando per nominare il nuovo Presidente di Urban Lab (precedentemente chiamato Urban Center Metropolitano), associazione che al pari di quello che succede in molte altre importanti realtà italiane ed estere offre un luogo di discussione e confronto sui processi di trasformazione della città, i cui soci sono il Comune di Torino e la Compagnia di San Paolo (per chi è interessato: Urban Center). Sulla vicenda il vicesindaco Montanari si è mosso in maniera non proprio ineccepibile: per oltre una anno si è perso tempo, rimanendo generici sul ruolo da attribuire all’associazione, che a mio parere avrebbe potuto essere da subito il luogo dove definire le strategie della variante al Piano regolatore recentemente avviata. A fine anno son stati proposti di fretta le modifiche statutarie ed un piano economico-finanziario, senza preventivamente accordarlo con la Compagnia di San Paolo (maggior finanziatore).

Il bando per la nomina del Presidente viene poi pubblicato il 3 gennaio con scadenza il 9, in pieno periodo vacanziero: non proprio una procedura cristallina per individuare la guida di un Ente che deve garantire terzietà. Sulla questione ho presentata un’interpellanza (scaricala qui), le risposte datemi dal Vicesindaco sono state abbastanza da arrampicatore di vetri. In ogni caso si è ai ripari, prorogando il termine per la presentazione delle candidature.

FALCHERA: GIOIE E DOLORI

In questo mese mi sono dedicato a conoscere meglio la realtà di questo quartiere a nord di Torino, spesso richiamato alle cronache per le criticità tipiche delle periferie, che ha una storia molto interessante (modello di urbanistica disegnato da Giovanni Astengo negli anni ’50) ed una popolazione molto attiva.

Ho presentato una nuova interpellanza (scaricala qui) sull’abbandono di rifiuti su strada Cuorgnè, a distanza di oltre sei mesi da una precedente richiesta (scaricala qui): di fatto erano stati rimossi i rifiuti ma poi non sono state prese misure per cui i rifiuti sono aumentati. Ogni intervento di rimozione da parte dell’Amiat ha un costo di circa 20.000 euro, e dopo pochi giorni tutto ricomincia: denaro sprecato. Le proposte ci sono, condivise dal Comitato per lo Sviluppo della Falchera e dalla Circoscrizione 6, riguardano la predisposizione di griglie e telecamere di sorveglianza, ma sono state sinora ignorate.

Sempre su Falchera avevo presentato una mozione (scaricala qui) che riguarda la viabilità del quartiere: da vent’anni si parla di realizzare un secondo accesso per questo quartiere. Finalmente con il Piano Città del governo Monti si trovano i fondi necessari: 11 milioni di euro per un intervento complessivo di riqualificazione che riguarda un nuovo insediamento abitativo da quasi 400 alloggi e un secondo accesso da corso Romania.

I cantieri partono due anni fa, ma quest’anno una cinquantina di abitanti (la Falchera ne conta in tutto 7.000) si dichiara contraria, perché teme l’aumento di traffico che trasformerebbe la via in cui abitano: lo studio viabilistico allegato al progetto ha valutato l’incremento di veicoli dell’ordine di 50 auto all’ora (meno di una al minuto).

Vengono raccolte firme, l’Amministrazione ascolta questi cittadini e decide di elaborare una variante: peccato che da 7 mesi la variante attenda di essere trasmessa per approvazione al Ministero delle infrastrutture. Assessora e consiglieri 5 stelle nel frattempo rassicurano i 50 frontisti che tutto si farà secondo le loro richieste, infischiandosene degli altri cittadini che chiedono di non modificare il progetto originario (in poco tempo sono state raccolte molte più firme delle precedenti per mantenere tale e quale il progetto).

La questione non è quella di ascoltare tutti i cittadini, anche quando questi sono una minoranza. Il problema ancora una volta è l’incapacità di scelta di questa amministrazione, un copione che abbiamo già visto in occasione del finanziamento della linea 2 della metropolitana: si tergiversa e nel frattempo si perdono i finanziamenti. La mozione, bocciata dalla maggioranza, chiedeva di ripensare l’intero sistema di viabilità del quartiere, in modo più organico e complessivo, non limitandosi a riflessioni parziali ed eccessivamente puntuali, rischiando di rallentare i lavori e, peggio ancora, perdere i finanziamenti già stanziati.

CITTADINANZA CIVICA

Insieme ad altri colleghi ho presentato una mozione (scaricala qui), approvata dal Consiglio, per conferire  la cittadinanza civica ai figli di immigrati nati in Italia e residenti a Torino.

Si tratta di un riconoscimento già previsto in forme analoghe dallo Statuto della Città, che di fatto non era più stato applicato: non è lo Ius Soli, ma è comunque un prezioso contributo per un’opera di sensibilizzazione verso l’opinione pubblica sul tema, anche se tale provvedimento non ha ovviamente un valore giuridico ma solo simbolico.

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Al solito segnalateci impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

Vi tengo aggiornati, a presto

Francesco


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