Giugno2018


Cari amici,

il dibattito politico di questo mese è stato fortemente incentrato sulla questione della candidatura di Torino per le Olimpiadi Invernali 2026. La sindaca Appendino si è dimostrata debole, non ha saputo gestire la sua maggioranza e ha dovuto chiedere aiuto al “capo” per ricomporre le fila: ma davvero abbiamo bisogno che venga di Maio a spiegare quali siano le opportunità per Torino, cercando di convincere i recalcitranti consiglieri pentastellati?

Oltre a questo ha fatto notizia il rinvio a giudizio della Sindaca per i fatti di piazza San Carlo, che causarono la morte di Erika Pioletti e lesioni a 1.526 tifosi che la sera del 3 giugno 2017 erano in piazza per la finale di Champions League. Insieme ad Appendino anche altri esponenti comunali rinviati a giudizio, tra cui il suo ex capo di gabinetto Paolo Giordana. Si presenteranno davanti ai giudici a settembre, è doveroso arrivare in tempi rapidi ad accertare responsabilità e mancanze per ricucire una ferita aperta per la città. Ancora non si sa invece se Appendino sarà rinviata a giudizio anche per la questione Ream (é accusata di abuso d’ufficio e falso ideologico in atto pubblico), in quanto i suoi avvocati hanno ottenuto una proroga di 20 giorni.

Insomma si naviga in acque agitate e il mio timore è che la mano non sia ben salda sulla barra, mentre mai come ora ci sarebbe bisogno di una politica locale forte e determinata, per rispondere ai proclami di un governo che rischia di portare a derive pericolose sui temi dei diritti e dell’Europa.

Di seguito un breve resoconto dei lavori e di alcuni temi trattati nel mese di giugno in Consiglio Comunale.

Olimpiadi Torino 2026

Come detto sopra Appendino si è mossa male, senza condividere il percorso con il Consiglio ma neanche con la sua maggioranza, tant’è che lo sparuto numero di consiglieri inizialmente dissidenti si è rinfoltito, diventando maggioranza nella maggioranza, tenendo in scacco la Sindaca che tentennava senza dare l’impressione di aderire convinta al progetto.

Si è mossa in maniera autarchica, non ha cercato il confronto con le altre forze politiche e neanche con quegli attori che sono parte attiva del territorio (ricordiamo che ha rispedito al mittente lo studio di fattibilità della Camera di Commercio, sicuramente perfettibile ma comunque una base di partenza); su un tema di questo genere avrebbe dovuto cercare un consenso allargato, non dimenticando che nel 2006 il successo delle olimpiadi fu anche grazie alla concordia istituzionale tra diverse forze politiche.

Questo ha causato una crisi all’interno della maggioranza grillina, che credo abbia radici più profonde: è il segnale di un gruppo frustrato perché ha capito che non è riuscito ad incidere sul quel cambiamento tanto sbandierato. Certo non bastano 2 droni a sostituire i botti: le periferie sono quelle di prima, i supermercati sono fioccati, la città non da’ segni di discontinuità rispetto al passato e, soprattutto, mancano prospettive. Il tutto aggravato da un governo che mal si digerisce, e ogni giorno che inizia viene vissuto nel timore della bordata che sparerà Salvini.

Ora vedremo come andrà a finire: può essere che prevarrà l’opzione tandem con Milano, ipotesi che poteva essere valutata sin dall’inizio mettendo bene in chiaro le aspettative di Torino, che aveva dalla sua migliori garanzie in termini di esperienza e di impianti esistenti, che basta rifunzionalizzare.

Il forte richiamo mediatico sulle olimpiadi sottolinea come si parli molto di questo in mancanza di altre prospettive, in carenza di altre visioni. Se si sceglie di abdicare perché i processi da gestire sono complessi, allora rassegniamoci a una Torino modesta, ad una città di vecchi dove i nostri figli non vorranno rimanere.

Tavolo per la gestione del Po nel tratto cittadino

Nel precedente aggiornamento avevo accennato al tema della “Navigabilità sul Po”. Il Consiglio Comunale ha approvato la mozione che ho presentato, impegnando la Città ad istituire un Tavolo di lavoro per la gestione del fiume nel tratto cittadino e definire un modello di governo che garantisca la salvaguardia, la promozione e la fruibilità del Po.

Torino ha sempre avuto un forte rapporto con il Po ed i suoi affluenti, che sono stati fonte di lavoro e di loisir. Alcuni temi, come il ripristino del servizio turistico sul Po e della navigazione, devono essere concertati con un approccio globale per valorizzare una risorsa così peculiare, tutta torinese. Bisogna poi tenere conto delle criticità di alcune aree che affacciano sui fiumi, come quelle del Fioccardo o della Madonna del Pilone, intervenendo in maniera strutturale e migliorando la comunicazione in fase di allerta, oltre a sviluppare le attività remiere, praticate ogni anno a Torino da 10mila persone, ed altri sport come la pesca.

La mozione prevede anche che Torino aderisca al Manifesto del Po – sottoscritto nel 2017 da un primo gruppo di organizzazioni e di soggetti istituzionali – che si propone di dare vita a una “Rete per il Po” per la definizione di azioni e la circolazione delle informazioni a livello di tutta l’asta del fiume.

Malamovida

Il Consiglio Comunale ha approvato una Delibera proposta dalla Giunta che modifica il Regolamento di Polizia Urbana, limitando la vendita di bevande alcoliche dopo le ore 21. La Delibera richiama nel titolo il concetto di tutela della quiete pubblica e privata, ma non credo che un’azione mirata unicamente a colpire lo smercio di alcol possa bastare. Invano abbiamo chiesto come minoranze di attuare misure maggiormente articolate, che coinvolgessero tutti, dai residenti agli esercenti dei locali ai frequentatori della notte. Campagne di sensibilizzazione volte ad educare al rispetto dei diritti di tutti, individuare nuove zone di aggregazione che contribuiscano a diluire le concentrazioni di giovani (non solo i Murazzi, la cui riapertura ancora è un’incognita, ma anche diversi locali chiusi da tempo in zona Valentino), un’offerta culturale più attrattiva con concerti ed eventi per i giovani nel periodo estivo: non necessariamente un ragazzo per divertirsi chiede di riempirsi di alcol.

Oltre a questo nessuna garanzia di poter far rispettare le nuove disposizioni, perché, come affermato dal capo dei vigili urbani, l’età anagrafica del corpo è alta e in media gli agenti non sono più idonei per i servizi notturni su strada.

Altre città europee (Amsterdam per citarne una) hanno provato a sperimentare azioni nuove, quali l’introduzione della figura del “Sindaco di Notte” o l’applicazione di una caparra su bicchieri e bottiglie, in modo da disincentivare lo spargimento del vetro.

Ma questa lungimirante Amministrazione sceglie di vietare invece di proporre. Restrizioni più che innovazioni.

Contributi AxTO

Nell’ambito di questo progetto è stato pubblicato un bando per l’erogazione di contributi per iniziative socio-culturali, con la possibilità di finanziare sino a 4 progetti da 100’000 euro e un numero non definito di progetti da non più di 50.000 euro. Sono stati presentati oltre 80 progetti nei termini previsti dalla scadenza, fissata a settembre 2017. La procedura di assegnazione prevedeva un voto popolare, per cui si otteneva un punteggio più alto in base al numero di click ricevuti. A questo proposito, insieme ad altri consiglieri di minoranza, avevamo presentato un’interpellanza contestando il fatto che contributi pubblici venivano erogati in base a gradimenti facilmente manipolabili. Sono tornato sull’argomento presentando una nuova l’interpellanza “Più che azione, stagnazione” perché, dopo 8 mesi dalla conclusione del bando, ancora non erano state rese note le graduatorie, costringendo molte realtà associative che avevano previsto l’avvio delle attività nel periodo estivo a rivedere i loro programmi. Nel frattempo la Giunta ha finalmente approvato la graduatoria, a cui dovrà seguire una determina per avviare l’erogazione dei contributi, che arriveranno ad estate inoltrata e richiederanno una rimodulazione dei cronoprogrammi per tener conto dei ritardi accumulati. Non proprio un esempio di gestione virtuosa dei finanziamenti pubblici.

Progetto “Torino Fa Scuola”

Questo progetto nasce grazie alla volontà di due fondazioni (Fondazione Agnelli – Compagnia di San Paolo) di donare alla Città un importante intervento di innovazione scolastica, con un’ambizione più estesa: quella di fare scuola per offrire idee e un modello di riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico replicabile in tutto il Paese.

Ho avuto modo di conoscere alcuni genitori della scuola Pascoli, dove il progetto prevede di intervenire sull’edificio scolastico, spostando per il periodo dei lavori gli alunni che la frequentano. Per 140 alunni (6 classi) significa frequentare per 1 anno in un’altra scuola disponibile ad ospitarli, a 2 km di distanza.

Essendo ragazzi delle medie i genitori e il Consiglio d’Istituto hanno chiesto ai Servizi Educativi un sostegno per questo spostamento, riuscendo ad intercettare un finanziamento che mette a disposizione 4 educatori per l’accompagnamento mattutino.

L’assessora Patti ha però rifiutato la proposta di messa a disposizione di una navetta (o di un potenziamento della linea 56 con abbonamento agevolato per gli studenti), dicendo che le famiglie potevano affrontare il disagio per il periodo dei lavori.

La proposta in realtà era motivata anche dalla volontà di disincentivare l’uso del veicolo privato, con conseguente diminuzione del traffico e dell’inquinamento. Considerando il progetto interessante e meritevole di essere appoggiato, ho presentato una mozione al riguardo e sono ora in attesa  di una risposta.

Dulcis in fundo

Il 25 giugno, presso la Camera Centro Italiano per la Fotografia, sono stato invitato ad una incontro per parlare della Torino di ieri e di oggi: Quel che resta di un sogno, 1993-2018, 25 anni dopo la prima giunta Castellani.

Al tavolo, oltre allo stesso Castellani, Chiamparino e Salza. Nel mio intervento ho evidenziato come la situazione di oggi sia profondamente diversa, con una società molto più “fluida” dal punto di vista della composizione sociale e una Torino che ha dovuto reinventarsi in una fase post-industriale, nel pieno di una drammatica crisi internazionale. Ciononostante ritorna a mio avviso l’esigenza di rinnovare un impegno civico, ma manca un progetto unitario dove far convergere attori, interessi e idee.  Bisogna costruire un consenso che vada al di là dei soli colori di partito, contaminando la politica anche con le idee e le esperienze di chi non è politico di professione.

Infine, a giugno è proseguito #SenzaFiltri in Tour, un viaggio all’ascolto dei territori.

Si sono svolti altri quattro incontri nelle Circoscrizioni 8, 4, 5 e 3, per dare la parola  ai cittadini e alle loro istanze. Tra luglio e settembre completeremo il tour nelle circoscrizioni cittadine per poi elaborare una “mappatura” delle diverse realtà conosciute in giro per la città.

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 Trovate tutti gli aggiornamenti sulla mia attività di Consigliere Comunale sul sito web: www.francescotresso.it

Visitatelo e fatemi avere le vostre osservazioni, grazie!

Al solito segnalateci impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

Vi tengo aggiornati, buona estate a tutti.

Francesco


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