Luglio 2018


Cari amici,

approfitto degli ultimi scampoli lavorativi per aggiornarvi sull’andamento dei lavori del Consiglio Comunale nel mese di luglio, prima della pausa estiva.

Anche questo mese il dibattito politico è stato fortemente incentrato sulla questione della candidatura di Torino per le Olimpiadi Invernali 2026: come sappiamo il CONI ha proposto le “olimpiadi delle Alpi”, spalmando gli eventi tra Cortina, Milano e Torino.

E’ una soluzione che penalizza fortemente Torino e le sue valli, infatti solo Sestriere ospiterà delle gare di sci alpino mentre a Torino rimarranno Hockey e pattinaggio di velocità. Stupiscono alcune scelte, come quella di costruire un nuovo impianto per il bob a Cortina, senza invece rifunzionalizzare quello esistente (e inutilizzato) di Cesana.

Si è chiusa una vicenda iniziata male e proseguita peggio a livello cittadino: sicuramente hanno pesato i tentennamenti di Appendino, che non ha coinvolto tutta la città e poi si è trovata in difficoltà a gestire la sua stessa maggioranza. Infatti mentre la Sindaca affermava di voler proseguire la candidatura, parallelamente 6 consiglieri pentastellati chiedevano di istituire una commissione di indagine sui giochi di Torino 2006, a 12 anni di distanza e, per tenerli a bada dando segnali paralleli, Appendino ha consegnato un dossier No TAV al ministro Toninelli: manco fosse una partita a scopa in cui si butta giù una carta e se ne prende un’altra.

Così il M5S non ha considerato l’ordine del giorno che avevamo presentato per la candidatura come minoranze, votando al suo posto in aula una delibera contraddittoria, che da un lato afferma di volersi candidare e contemporaneamente mette paletti e impone ben 12 condizioni al CONI, mal celando dubbi e perplessità sul fatto che le Olimpiadi siano un’occasione di sviluppo per Torino e per il suo territorio.

Ho preferito astenermi dal voto, non riconoscendomi in un percorso che giudico incoerente e che sin dall’inizio Appendino non ha voluto condividere con tutte le forze politiche. Spiace vedere come è andata, sono convinto che la candidatura di Torino e delle valli olimpiche fosse quella più forte e che fin da subito valesse la pena trovare una strategia con Milano, definendo una mirata operazione di marketing territoriale del nord-ovest, rilanciando interventi sulla logistica e sui collegamenti (pensiamo ad es. al collegamento con Malpensa). Un’altra occasione mancata.

 Di seguito un breve resoconto dei lavori e di alcuni temi trattati nel mese di luglio in Consiglio Comunale.

Ex Galoppatoio Militare-Parco del Meisino

A distanza di due anni dall’acquisizione dell’area e di oltre uno da atti e sopralluoghi svolti, la fruizione al pubblico di quest’area è ancora un mistero. Con l’interpellanza “Ex galoppatoio. Per ora è un pascolare” ho inteso richiamarne l’attenzione.

Il vicesindaco Montanari ha replicato che è terminato il censimento alberate presenti ma gli interventi conservativi riprenderanno in autunno per rispettare il periodo di nidificazione. Gli interventi di riqualificazione invece prevedono due fasi: la prima, per la durata di due/tre mesi, prevede la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza per l’apertura al pubblico di una parte dell’area. La seconda, più lunga, prevede di costituire l’ennesimo tavolo di lavoro, aperto a tutti, associazioni e Circoscrizione, per definire un programma di trasformazione e gestione dell’area con finalità naturalistiche. Per ora mancano le risorse economiche, ma si esclude qualsiasi bando per la gestione che coinvolga privati, perché, nella filosofia di Montanari, le aree devono essere mantenute pubbliche. In linea di principio sono d’accordo, ma visto che il Comune da anni taglia drasticamente gli stanziamenti per la gestione del verde, il rischio di continuare a vedere la stessa situazione di degrado è alto.

Due anni fa l’area è stata ceduta dal demanio; un anno fa si è approvata una mozione che prevedeva di abbattere muro e rete di recinzione perimetrali e ad oggi nulla è stato fatto. Negli ultimi otto mesi sono stati censiti 850 alberi ma non è ancora stato sviluppato un progetto. Considerando l’estensione dell’area, oltre alla presenza di immobili (sede delle vecchie stalle) da recuperare, troverei utile la possibilità di realizzare attività, compatibili con la naturalità dell’area, che realizzando profitti offrirebbero risorse per la valorizzazione del parco. Per ora poche idee e pochi soldi, ho chiesto di approfondire in una Commissione dedicata l’analisi di questi aspetti.

 Cavallerizza Reale: utenze e sicurezza?

Ben 3 assessori rispondono ai 6 punti dell’interpellanza generale (Cavallerizza dimenticata) che ho presentato insieme ad altri consiglieri sul futuro della Cavallerizza. Il vicesindaco Montanari afferma in aula che il tema è interdisciplinare, ed è per ciò che ne parlano tutti: ecco, il mio timore è proprio questo, che continuino a parlarne tutti per far sì che nulla succeda.

A più di un anno dalle precedenti richieste si è chiesto un aggiornamento sullo stato di sicurezza dell’immobile, sull’intestazione delle  utenze, sui pagamenti degli interessi relativi alla situazione patrimoniale e sulla proposta complessiva di “Modello per l’utilizzo civico del compendio”, prevista dalla mozione presentata dal gruppo di maggioranza 5S lo scorso novembre.

E’ noto che i locali della Cavallerizza siano da tempo occupati e vengano utilizzati come abitazione, atelier artistici, organizzazione di corsi, spettacoli ed eventi. Tutto questo, senza disconoscerne il significato sociale ed artistico, avviene al di fuori di qualsiasi quadro di convenzione con il Comune, in virtù di un utilizzo del bene comune che l’Amministrazione riconosce agli aderenti all’Assemblea 14.45 .

Inoltre tutto si svolge in locali che non sono a norma: già 2 incendi in passato, ma anche la sicurezza statica è compromessa, come dimostra la diffida del Comune a non utilizzare la scala cosiddetta “a tenaglia” in più di 3 persone alla volta. Inquieta inoltre che l’occupazione degli spazi e tutte le attività siamo acconsentite al di fuori di una qualsiasi forma di convenzione con il Comune, così come tutto ciò che genera reddito, dalla vendita di bevande ai biglietti per gli spettacoli, avvenga in nero, al di fuori di ogni criterio fiscale.

In merito alle utenze l’assessore Rolando ha riferito che quelle presenti sono intestate alla Città, ma imputabili a consumi e costi pagati da Polizia di Stato, Carabinieri, ed Università, anche se, bontà sua, ammette potrebbe esserci una perdita sul sistema idrico (sono in corso verifiche) per oltre 11 mila euro. Nessun furto di energia neanche per il vicesindaco Montanari; benissimo, ma sia chiaro luce, acqua e riscaldamento dei locali occupati li paghiamo noi, la Città, non certo la Polizia.

Per quanto riguarda gli interessi maturati sul finanziamento concesso dalle banche alla Società di Cartolarizzazione Comunale che aveva acquistato parte dell’immobile nel 2007 per venderlo, sinora sono stati totalizzati complessivamente 6,5 milioni di euro, comprensivi anche della quota riguardante altri edifici e terreni, ma di cui almeno un 30% è imputabile alla Cavallerizza.

Montanari ha poi annunciato una novità: è in fase avanzata un progetto di restauro e riqualificazione del bene, affidato ad un professionista esterno. Non si capisce però se tale progetto riguarderà anche la futura gestione dell’immobile, né come si reperiranno le risorse necessarie. Ma tranquilli, Assemblea 14.45 ha redatto una proposta “bella e coraggiosa” (parole dell’assessore Giusta) per la gestione del bene comune. Era stata promessa in 3 mesi, ne sono passati più di 9 ma pare sia al vaglio di esperti giuristi per modificare il Regolamento dei Beni Comuni, non solo per i Patti di collaborazione ma anche per l’uso civico del bene. Aspettiamo fiduciosi.

In conclusione risposte disarticolate, che non fanno trasparire alcuna vera prospettiva di progettualità concreta e lascerà tranquillamente proseguire agli occupanti le loro attività, tanto le bollette gliele paghiamo noi. Un compendio storico di valore ineguagliabile che meriterebbe ben altra visione e capacità progettuale, ma questa Amministrazione prosegue nel percorso di favorire il gruppetto di coloro che l’hanno sostenuta, poco importa che agiscano al di fuori della legalità facendo del nero e che si continui a rischiare sotto il profilo della sicurezza, organizzando eventi che attirano centinaia di visitatori in locali non a norma. Tanto a Torino mica ci siamo mai scottati in tema di mancanza di sicurezza…

 Progetto AxTo: Azione 4.01 stenta a partire

Nel febbraio 2017 mi ero già preoccupato di come si procedesse lentamente nello stipulare i Patti per i Beni Comuni. Ora, con l’interpellanza AxTO Azione 4.01: più che azione, stagnazione, ho richiamato il medesimo problema.

Si sono impiegati ben nove mesi per assegnare complessivamente 1 milione di euro tramite contributi a soggetti del terzo settore. Una macchinosa procedura che ha previsto anche una votazione on-line aperta a chiunque (anche residenti all’estero). La procedura si è conclusa a ottobre 2017, ma la graduatoria è stata approvata a fine giugno, così le associazioni si sono perse un’estate di attività grazie ai ritardi dell’Amministrazione. Nove mesi, una gravidanza.

I cappellani al cimitero sì, ma a spese loro

Pur essendo scaduta nell’ottobre 2016 la Convenzione con la Diocesi per il rimborso spese ai cappellani in servizio di accompagnamento alle cerimonie funebri nei cimiteri della città, attualmente non si vede alcuna prospettiva.

Diocesi che invece collabora attivamente con la Città  su altri fronti, dal progetto Moi all’accoglienza dei profughi e dei Rom sgomberati dai campi sosta,  dall’assistenza ai senza tetto soprattutto nei mesi invernali ai ragazzi presi in carico dai centri estivi parrocchiali.

Questo servizio non ha neppure una cifra proibitiva, trattandosi di 15 mila euro all’anno che andrebbero a risarcire le spese di trasporto dei cappellani, non il servizio, che è gratuito.

Poco valgono le dichiarazioni pubbliche di come sia fondamentale questo servizio  se non lo si dimostra con atti concreti.

Ho presentato un’interpellanza e sembrerebbe che la Convenzione verrà ripristinata dal prossimo autunno. Verificherò.

 Piano Industria 4.0

Ho sottoscritto la mozione presentata dalla collega Canalis perché ritengo che questa sia una delle opportunità su cui la città si deve giocare il suo futuro. Torino ha nelle corde le capacità di fare innovazione, lo ha sempre saputo fare, ma c’è bisogno in questo momento di un grosso lavoro di accompagnamento per quelle realtà imprenditoriali che non hanno da sole la capacità di raggiungere questi risultati in termini di tecnologia. Un rapporto interessante della Banca d’Italia fa emergere come la realtà imprenditoriale di Torino si connoti con una ristretta fascia di industrie di eccellenza, che riguarda poche realtà molto produttive e molto avanzate, mentre la gran parte sono piccole imprese, a conduzione familiare, e manca la fascia intermedia che è quella che fa da maggiore volano per creare opportunità di investimento e, quindi, opportunità di lavoro. È lì che bisogna lavorare: elevare il livello delle piccole imprese che permeano tessuto manifatturiero imprenditoriale di Torino e della cintura, offrendo occasioni di crescita e di impiego ai molti studenti che vengono qui a formarsi ma poi migrano fuori (il 50% degli studenti che studiano al Politecnico poi lasciano Torino). La Città che investe su queste risorse deve saperle trattenere.

 No Vax

Il tema dei vaccini ha interessato il dibattito consiliare, in quanto nel corso di una Commissione è stato chiesto all’assessora all’Istruzione Patti come intendesse comportarsi con quelle famiglie che all’atto dell’iscrizione non avrebbero attestato l’avvenuta vaccinazione.

La maggioranza 5 stelle è profondamente spaccata sul tema, con una frangia NO VAX che insiste sulla volontà di lasciare libera scelta ai genitori.

Su questa scia il governo ha approvato a livello nazionale la proroga dell’obbligo di presentazione del certificato vaccinale per l’anno scolastico 2019-20, quindi i bambini non vaccinati potranno essere ammessi ad asili e scuole materne. E’ un fatto grave, che compromette la copertura vaccinale per raggiungere l’immunità di gregge, fondamentale per  proteggere i soggetti più deboli.

In pratica per ragioni politiche si privilegia il diritto del più forte, infischiandosene del parere della comunità scientifica, che è compatta sul fronte della necessità di raggiungere gli obiettivi sanitari con la vaccinazione.

I dati ci sono e sono evidenti sotto il profilo scientifico, ma parte dei consiglieri 5 stelle ha fatto affermazioni imbarazzanti sulla volontà di mantenere la libertà di scelta: lo vadano a spiegare ai genitori di bambini immunodepressi che non potranno più frequentare normalmente la scuola. Assessora e Sindaca hanno preso tempo, speriamo che nel frattempo provveda la Regione con una Legge che impedisca la proroga nelle nostre scuole e nidi per il prossimo anno scolastico.

 

Dulcis in fundo

Sono stato in visita alla struttura di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati “Alnair”, gestita dalla Cooperativa Animazione Valdocco in via Foligno.

Un’équipe multidisciplinare e multietnica si occupa di dare le prime cure ed indicazioni a minori che arrivano a Torino senza famiglia, per poi indirizzarli verso un percorso specifico di formazione e inserimento. I finanziamenti per gestire la struttura arrivano da fondi statali, integrati dal Comune.

E’ l’unica struttura di prima accoglienza sul territorio Torinese, aperta da pochi mesi, e ospita sino a 13 ragazzi che vivono comunitariamente per qualche tempo.

Ho trovato un ambiente ospitale, caldo, con persone preparate e motivate a svolgere un lavoro non facile. Davvero una bella realtà.

Auguro a tutti voi riposanti e meritate vacanze, ci risentiamo dopo la pausa estiva.

Al solito segnalateci impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

Vi tengo aggiornati, a presto

Francesco


    Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *