Giugno-Luglio 2019


Cari amici,

nei due mesi trascorsi si sono succeduti una serie di episodi importanti in Consiglio Comunale, che evidenziano con crescente chiarezza le difficoltà di questa amministrazione nel mandare avanti la città.

A inizio luglio si è avuta la notizia che dopo 5 anni il Salone dell’auto avrebbe lasciato Torino, alla volta di Milano. Il fatto ha parecchio irritato i torinesi, aumentando sia il  sentimento di frustrazione nei confronti dei cugini meneghini, sia l’idea che la città si stia definitivamente fermando. Appendino ha reagito duramente in Consiglio, giubilando il vicesindaco Montanari, reo di aver osteggiato la manifestazione lasciandosi andare ad affermazioni degne di 4 amici al bar (“spero che il salone se lo porti via una grandinata”), e strigliando in aula la sua maggioranza che sinora l’aveva costretta a governare “col freno a mano tirato” (tanto per rimanere sulle metafore automobilistiche).

Il messaggio è stato chiaro, evangelico: o con me o contro di me, e se il minor male dovesse essere andare a casa, pazienza. I consiglieri pentastellati non l’hanno digerito benissimo, alcuni hanno lasciato l’aula, una di loro ha lasciato addirittura il movimento e altri han minacciato di seguirla, facendo cadere la maggioranza.

Poi tutto è rientrato, come nelle fiabe: c’è stato un momento di riconciliazione, d’ora in avanti sindaca e consiglieri si parleranno di più, insomma non è vero che questa città sia poi così ferma, abbiamo i droni, le ATP finals e i maghi a Capodanno.

 

Io sono invece seriamente preoccupato. In questo momento non abbiamo un assessore all’urbanistica, e non è cosa da poco. All’interno della maggioranza è sensibile il nervosismo, specie quello dell’ala “movimentista” dura, più che delusi  dalla scelta del governo di mandare avanti la TAV per non perdere i finanziamenti europei. Questo significa che ogni scelta da qui in poi sarà oggetto di trattativa con la Sindaca, di fatto sempre più ostaggio di uno sparuto numero di consiglieri che la terranno sotto scacco.

D’altronde Appendino qualche domanda sulle sue responsabilità se la deve fare, e chiedersi se non sia lei ad essere inadeguata, a non aver carisma, a non aver alcuna visione ed alcun progetto chiaro per questa città. Non può pensare di risolvere ogni crisi interna immolando un agnello sacrificale. Siamo già al terzo assessore, senza contare il suo capo di gabinetto Giordana e il suo portavoce Pasquaretta: tutte persone scelte da lei personalmente, uno stillicidio come in 10 piccoli indiani.

 

La questione del Salone è emblematica, perché rende l’idea di quello che Appendino sta togliendo ai Torinesi: l’orgoglio. Il Salone rappresentava il rapporto forte che la città ha da sempre avuto con il mondo dell’auto, sinonimo di innovazione e competenze del nostro territorio. Poteva essere l’occasione per ripensarlo, innovarlo, non limitandolo ad una mera esposizione di auto di lusso al Valentino. Costruirci intorno un progetto insomma, un momento di riflessione per ragionare su come stia modificandosi il ruolo dell’auto in un’ottica di mobilità sostenibile, esaltare la mobilità elettrica, magari costruire un programma proprio con Milano per dare maggiore visibilità ed attrattività all’evento.

 

Invece è l’ennesima prova dell’incapacità di governo della Sindaca, e d’altronde era presumibile pensare che non si governa con una compagine così eterogenea, che ha preso i voti dagli industriali e dai giovani dei centri sociali. In questo senso, insieme ad Appendino, qualche domanda dovrebbero farsela anche quelli che le hanno dato il voto, pensando che in luogo della vecchia politica fosse meglio dar fiducia ad una amministrazione in cui i veti incrociati della maggioranza grillina hanno prodotto tre anni di immobilità, che sarà duro recuperare.

 

Di seguito una breve sintesi dei principali argomenti che mi hanno visto impegnato in Consiglio nei mesi di giugno e luglio.

 

ZTL

 In questi mesi si è lungamente dibattuto sulle modifiche della ZTL nel centro cittadino, vista l’intenzione della Giunta di estenderla dalle 7,30 alle 19,30, consentendo l’ingresso a tutti i veicoli dietro pagamento di un ticket. Le tariffe variano secondo il criterio che più inquini più paghi: pedaggio gratuito per i veicoli elettrici, ai 3 euro per quelli a benzina e 5 euro dei diesel da pagare anche se si transita senza fermarsi, mentre il ticket comprende un paio di ore di sosta. Personalmente sono d’accordo che la ZTL attuale vada modificata, anche se il metodo proposto dalla Giunta ha lo scopo di fare cassa e non diminuisce l’inquinamento. E’ lecito, per carità, ma basta dirlo onestamente. La scelta della Giunta riguarderà anche le future amministrazioni, perché il servizio verrà affidato per un periodo pluriennale con un contratto di servizio ad una società esterna, anche se le modalità del bando ancora non sono chiare.

Insieme alle altre forze di minoranza abbiamo incontrato le associazioni di commercianti del centro, che lamentano di non essere state coinvolte nella decisione, e questo sicuramente andava tenuto in conto perché il centro di Torino non deve desertificarsi, e gli esercenti devono essere invece parte integrante di un progetto per la sua valorizzazione.

A suo tempo feci la mia proposta all’assessora La Pietra: immaginare tutta l’area della ZTL come un grande parcheggio: si paga un ticket di entrata esiguo, tipo 1 euro, e la sosta corrispondente in base a quanto effettivamente si rimane nell’area. Non la ritenne interessante, pace.

 

MOTOVELODROMO

Dopo un lungo periodo di valutazioni ed una richiesta di manifestazioni di interesse che non ha sortito proposte interessanti, l’ex assessore Montanari ha proposto una delibera per consentire l’edificazione di 3.100 mq di nuova costruzione ad uso commerciale, oltre ai 1.500 mq già esistenti, nell’area del velodromo di Corso Casale, gioiello liberty degli anni 20.

In pratica, per realizzare le nuove edificazioni e gestire l’intera area per 99  anni, è stato individuato un canone di 2.500 euro/anno, anche se a seguito di un acceso dibattito in commissione il periodo è stato ridotto a 60 anni. La procedura utilizzata (costituzione del diritto di superficie anziché la concessione di un servizio pubblico) ha destato molte perplessità, anche in seno alla maggioranza, perché di fatto si tratta dell’alienazione di un bene di proprietà comunale, se pur per un periodo a termine. Io ravviso che si tratta di un’occasione mancata per costruire una progettualità forte, che un’area di questo tipo avrebbe richiesto. Ma bisognava elaborare una strategia, che potesse avere una rilevanza europea: nel 2012 Milano ha indetto un concorso internazionale di progettazione per il velodromo Maspes-Vigorelli, proprio perché riconosceva la valenza architettonica e funzionale di quel complesso.

Con l’avvio della VenTo (la ciclovia che collegherà Venezia a Torino), il motovelodromo poteva essere ad esempio il punto ideale di arrivo/partenza, dove realizzare un polo dedicato alla bici. Un’area ricettiva ed attrezzata per eventi, dove chi viene a visitare Torino potesse trovare informazioni e strutture per un modo alternativo di girare la città e di collegarsi con i dintorni. Un mercato di target, certo, ma sempre più sviluppato in Europa (basti vedere i numeri che caratterizzano il cicloturismo in Austria, in Germania o in Francia…). Questo però comportava avere idee, elaborarle, cercare finanziamenti europei, fare scouting tra gli investitori, gestire partenariati pubblico-privati. Amministrare insomma, più facile delegare.

 

EMERGENZA CLIMATICA ED AMBIENTALE

In questo periodo la Città è stata interessata da fenomeni climatici estremi, passando da grandinate ed acquazzoni con allagamenti e alla canicola che ha messo a dura prova la resistenza umana.

Il movimento studentesco Fridays for Future, che sta spingendo migliaia di ragazzi a chiedere azioni concrete contro i cambiamenti climatici reclamando il proprio diritto al futuro, ha elaborato un documento che è stato la base di una mozione, approvata dal Consiglio all’unanimità, per dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale e favorire la promozione di azioni virtuose sul territorio, come incentivare le energie rinnovabili ed il risparmio energetico, dalla Mobilità agli edifici, sensibilizzando ed intensificando il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni nell’individuazione delle criticità ambientali.

Ora starà a tutti noi non lasciare che la mozione rimanga un foglio pieno di buoni propositi.

 

TORINO PRIDE

 Sabato 15 giugno si è svolta l’edizione 2019 del Pride cittadino. È stata una manifestazione molto partecipata, dove migliaia di giovani e giovanissimi hanno sfilato per le vie della città sotto la bandiera della tutela dei diritti per i “diversi”.

Uomini e donne che chiedono di poter liberamente amare chi vogliono, senza odio o rancore verso chi non la pensa o chi non si comporta come loro:  più che di diversità parlerei di uguaglianza.

 

TARGA COMMEMORATIVA PER ALBERTO GENTILI

 Il 12 giugno ho rappresentato la Città nell’apposizione di una targa commemorativa per Alberto Gentili presso l’Auditorium “Vivaldi” della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Gentili, professore e musicologo, fu vittima delle leggi razziali durante il ventennio e dovette abbandonare l’insegnamento all’Università di Torino. Bello pensare che il suo nome sia ricordato in un luogo frequentato da giovani, per non dimenticare.

 

SUPERAMENTO CAMPI NOMADI

 Il Consiglio Comunale ha approvato la  delibera di iniziativa popolare (cioè direttamente presentata da cittadini torinesi) per il superamento dei campi nomadi nella città di Torino e la lotta all’inquinamento da fumi tossici e da immondizia riversata lungo il fiume Stura. È stata  sottoscritta da più di 1500 cittadini, e chiede l’istituzione di un tavolo di concertazione per il superamento delle criticità collegate alla presenza dei campi Rom: in particolare viene richiamato con determinazione la necessità di ricondurre al rispetto della legalità e ad aumentare il presidio dei VV.UU.

Il problema della convivenza di aree della città con i campi nomadi non nasce oggi, e richiede investimenti finanziari e di risorse umane notevoli. I cittadini sono esasperati (pensiamo al fenomeno dei roghi). Credo d’altronde fondamentale in questo periodo, in cui sotto il cappello della sicurezza si nascondono spesso atteggiamenti xenofobi e razzisti, che le istituzioni e la politica sappiano farsi carico con segnali concreti di iniziative di mediazione e di dialogo.

 

DULCIS IN FUNDO

In qualità di vicepresidente della Commissione legalità e contrasto dei fenomeni mafiosi, ho promosso un incontro che si è tenuto presso il teatro del carcere Lorusso e Cutugno il 17 luglio scorso,  nel corso del quale Enrica Pagella, Direttrice di Musei Reali di Torino, ha illustrato la mostra “Leonardo Da Vinci: disegnare il futuro”.

Una mostra la si visita, ma si può anche raccontarla, e il racconto di Enrica Pagella, accompagnato da immagini proiettate sullo schermo del teatro, è stato appassionato, ricco di dettagli sull’allestimento e sulla vita di Leonardo. Hanno partecipato all’evento una quarantina di detenuti (studenti del liceo artistico) ed altrettanti cittadini venuti in carcere per l’occasione. 

L’iniziativa, in collaborazione con la Garante delle persone private della libertà, verrà ripetuta: il carcere può essere luogo dove offrire occasioni culturali per tutti i cittadini, sia quelli che risiedono dentro che fuori dalle mura.

 

Al solito segnalateci impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

 

Buona estate e buone vacanze a tutti! Ci risentiamo a settembre.

Francesco


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