Ottobre 2019


Cari amici,

ottobre è stato un mese non particolarmente ricco di atti deliberativi da parte del Consiglio, ma denso di accese discussioni su diversi temi politici che riguardano la città e non solo: il risultato elettorale umbro ha ovviamente tenuto banco, con il fallimento della proposta giallorossa e la netta superiorità della Lega e del centrodestra. Un fallimento annunciato, anche se non di queste proporzioni. Il declino del centrosinistra non può essere imputato solo alla sanitopoli locale od al teatrino delle dimissioni dell’ex Presidente della Regione Marini. Il vero problema è che il centrosinistra non sa più interpretare il mondo, e finché continuerà a giocare la partita politica in funzione dell’avversario, ovvero in difesa rispetto alla “minaccia” dell’altro (ieri Berlusconi, poi Grillo, oggi Salvini), dimostrerà di non avere contenuti se non la paura.

Una forza convinta della propria energia non gioca in difesa, ma prende per mano e racconta al paese l’idea di mondo che desidera, con passione e concretezza: rilancio dell’istruzione, difesa dell’ambiente, tutela del lavoro, protezione dei diritti civili, piano di investimenti per far ripartire l’Italia. Servono contenuti, idee di progresso, un cambio di rotta netto e libero dal timore della sconfitta. Serve, in pratica, un progetto politico chiaro e identificabile, in grado di contrapporsi ai sovranisti da un lato ed ai populisti dall’altro. Pensiamoci, perché è alto il rischio che anche Torino finisca nelle mani di questa destra becera, sull’onda di una serie di successi regionali e amministrativi.

A livello locale, in Consiglio abbiamo registrato diversi avvicendamenti tra i consiglieri, per via di alcune dimissioni: nel PD Piero Fassino e Monica Canalis, per rispettare la regola del mono-mandato, hanno lasciato il posto ai primi esclusi delle elezioni 2016, ovvero Lorenza Patriarca (preside della scuola Tommaseo) e Federica Scanderebech, che nel frattempo è passata in quota alla Lega, per cui anche nell’ambito della minoranza il quadro si modifica.

Nell’ultima seduta di lunedì scorso il Consiglio Comunale è stato sospeso per mancanza del numero legale, perché come minoranze abbiamo deciso di non votare la presenza, sottolineando che la maggioranza è risicata nei numeri oltre che divisa sui temi, dallo sgombero della Cavallerizza allo spostamento del mercato del libero scambio dall’area del Balon. In casa 5 stelle crescono infatti i malumori di alcuni consiglieri e Appendino non può più contare su un’adesione “bulgara” alla sua Giunta; d’altronde in questi 3 anni si è mai premurata di cercare un dialogo vero con le opposizioni.

E’ tornato alla ribalta, a seguito di interpellanze discusse in aula, anche l’affaire Pasquaretta, l’ex portavoce di Appendino su cui la Procura sta indagando in merito all’incompatibilità di incarichi svolti ed al ruolo che la Sindaca ha avuto nel supportare il suo uomo più fidato, di cui è poi stata costretta a disfarsi. E’ d’obbligo aspettare la conclusione delle indagini, ma certo il quadro che ne esce leggendo le intercettazioni sui giornali è inquietante, e restituisce un livello bassissimo di politica. Ciò che lascia sgomenti, in questa house of cards di Giacometta, é il fatto che qualunque donna o uomo di governance raggiunge risultati se sa costruire una squadra intorno a sé. E Chiara Appendino di certo non brilla nella capacità di scegliere i suoi collaboratori… Davvero Torino merita di meglio.

 

Di seguito una breve sintesi dei principali temi che mi hanno visto impegnato nel mese di ottobre.

 

RINEGOZIAZIONE DEI MUTUI

Appendino e l’Assessore Rolando hanno rinegoziato circa 300 mutui che la Città ha sottoscritto con Cassa Depositi e Prestiti, corrispondenti ad un debito residuo di quasi 540 milioni di Euro.

La contrattazione consiste nel chiedere a CDP di rinviare a dopo le elezioni comunali del 2021 la riscossione delle rate dei prossimi due anni, che vengono spalmate negli anni successivi, a tassi di interesse crescenti sempre più alti.

Come scritto in delibera, questo comporta un risparmio nell’immediato, ma maggiori oneri a decorrere dal 2037 e fino al 2045, con un costo aggiuntivo per il Comune stimato in 32,5 milioni di Euro.

Una manovra utilitaristica, che non tiene in conto il tema della solidarietà generazionale: Appendino allunga il rimborso, se ne avvantaggia e aumenta il debito, scaricando sulle generazioni più giovani che si troveranno in futuro a dover pagare.

 

SIRIA E POPOLO CURDO

Sabato 12 sono stato alla manifestazione in Piazza Castello per protestare sulla strage di uomini, donne, bambini, che hanno la sola colpa di essere un popolo senza terra.

Il Consiglio Comunale ha approvato 2 Ordini del Giorno che esprimono solidarietà al popolo Curdo a seguito delle ingerenze della Turchia, auspicando una presa di posizione netta a livello nazionale ed europeo.

Un popolo, quello curdo, che su mandato internazionale ha combattuto e quasi del tutto sconfitto l’ISIS, ma ora un capo di stato sovranista si sente in diritto di respingerli oltre i confini della Turchia, bombardandoli ed invadendo la Siria. Inaccettabile inoltre il ricatto all’Europa, con la minaccia di “rilasciare” 4 milioni di profughi, dopo che Bruxelles ha versato alla Turchia oltre 12 miliardi di euro per adeguarsi agli standard europei.

 

 CAVALLERIZZA REALE

La mattina del 21 ottobre ci siamo svegliati con la Cavallerizza in fiamme. È collassata (per fortuna senza persone coinvolte) la copertura del magazzino delle Pagliere. Prematura ogni considerazione in attesa di conoscere i dettagli, ma sulla questione della sicurezza all’interno dei locali avevo presentato 2 interpellanze, a maggio 2017 e a luglio 2018. Ci sono responsabilità dell’Amministrazione Appendino nel lasciar passare il tempo senza intervenire: stiamo parlando di un patrimonio dell’Unesco, che meriterebbe un progetto forte per realizzare un polo culturale di livello europeo. Certo richiede enormi investimenti (valutati 100 Milioni di Euro tra acquisto delle parti cedute e recupero funzionale degli edifici), ma senza una visione non si partirà mai, e sinora Sindaca ed Assessori hanno perso tempo più preoccupati a non ostacolare il gruppo di occupanti amici che a pensare ad una progettualità. Tragedie come il cinema Statuto o il panico in piazza San Carlo pare non abbiano insegnato nulla.

 

BOCCIOFILA DI VIA PETTINATI

Per oltre due anni mi sono impegnato nell’interfaccia tra Casa UGI e l’Amministrazione (Patrimonio ed Urbanistica), per assegnare una ex bocciofila abbandonata a Casa UGI, che l’avrebbe voluta utilizzare come nuova sede per il dopo cura dei bambini malati che affrontano le cure al Regina Margherita. Si trattava di un ottimo intervento di riqualificazione, interamente finanziato dall’Associazione, per recuperare un immobile comunale che sarebbe stato dato in concessione. Troppe lungaggini burocratiche, ma soprattutto scarsa e indecisa volontà politica, hanno fatto sì che Casa UGI dopo 2 anni si sia rivolta ad un privato ed abbia avviato le sue attività in un altro immobile. Ho presentato una interpellanza sulla questione, perché la bocciofila di via Pettinati giace ancora abbandonata e dismessa. Un’occasione persa.

 

CHIUSURA DELLE SERRE DI CHIERI

Ho presentato un’interpellanza a seguito della notizia letta sui giornali secondo cui il Comune voleva chiudere le Serre dell’ex istituto Bonafous di Chieri, per problemi relativi alla carenza di personale. Altri soggetti che hanno sede in quel compendio (Scienze Agrarie dell’Università degli Studi di Torino, l’istituto agrario Vittone, l’agenzia di formazione professionale ENGIM Piemonte e la International School of Turin, oltre al Comune di Chieri), hanno invece chiesto di sviluppare sull’area un progetto condiviso con il Comune di Torino, convinti che le serre e i giardinieri qualificati che ci lavorano sono un tassello fondamentale per il Comprensorio. Nella sua risposta, l’Assessore Unia ha rimandato ad un generico progetto a cui si sta lavorando, che conforta per la possibilità che le serre rimangano aperte, mentre non è chiaro se si intende valorizzare la competenza dei giardinieri, che sono l’ultimo baluardo di una scuola di eccellenza che risale all’800 e che era il vanto di Torino. Ho chiesto un approfondimento in commissione, vi tengo aggiornati.

 

DULCIS IN FUNDO

 Con la Commissione Sanità e Servizi Sociali siano stati in visita a CasaOz, nella sua sede di Corso Moncalieri. La mission dell’associazione è quella di aprire un luogo, una casa appunto, che accoglie i bambini e le famiglie che incontrano la malattia.

Una casa e una famiglia dove chi assiste il proprio bambino in ospedale possa riposarsi, fare una doccia, mangiare e prendere un caffè in compagnia; anche fare una lavatrice, perché poi i problemi pratici vanno risolti, concretamente. Per chi arriva da lontano ci sono residenze, e ogni bambino malato può giocare, imparare, fare i compiti, in un ambiente aperto a tutti, non solo a chi è in cura. Insomma, lo scopo è far ritrovare una quotidianità, che cura anche lei come le medicine.

Colpisce, oltre alla professionalità e la disponibilità dei volontari e degli operatori che ci lavorano, il fatto che la casa è proprio bella, curata nei particolari, accogliente. La bellezza ci cura. Andateci a fare un salto, ne vale la pena.

 

Al solito segnalateci impressioni, suggerimenti e richieste a questi indirizzi:

scrivi@francescotresso.it

listacivica@comune.torino.it

 

A presto,

Francesco


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